«Prima o poi doveva succedere»

Una raccolta di firme, una lunga serie di esposti, fotografie eloquenti pronte per essere inviate ai parlamentari europei e persino uno sciopero della fame «a staffetta», che ha coinvolto diversi cittadini. Le aveva tentate davvero tutte Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di Alleanza Nazionale alla Provincia di Roma, per attirare l’attenzione delle istituzioni sulla pericolosità degli insediamenti nell’ex stabilimento della Mira Lanza, invocando a più riprese un immediato sgombero.
«Mi sentivo rispondere che la mia era demagogia - ha commentato ieri l’esponente di An - quando invece la situazione peggiorava di giorno in giorno. All’interno del complesso abbandonato, tra l’altro, durante la notte venivano trasportati numerosi soggetti, segno evidente che quello era diventato un vero e proprio centro di smistamento. E, ancora, ogni sera c’erano autovetture di grossa cilindrata che scortavano sino al marciapiede donne, minori e transessuali». Il tutto senza nessun controllo, nonostante il costante accumularsi di rifiuti, l’incremento del tasso di criminalità nella zona e, soprattutto, l’evidenza che la situazione potesse precipitare da un momento all’altro. «Inoltre - ha aggiunto Benvenuti - bisogna segnalare che l'incendio ha devastato irreparabilmente una struttura di archeologia industriale di primaria rilevanza, mettendo a repentaglio numerose vite umane e dimostrando tutta l’incapacità e la negligenza di chi amministra la capitale».
Marco Marsilio, capogruppo di Alleanza Nazionale in Campidoglio, rincara la dose: «Siamo di fronte - ha spiegato - a un incendio di vaste proporzioni scoppiato nel centro di Roma in un complesso occupato da più di sei mesi da decine di famiglie di sbandati, abbandonato da anni dal Comune, nonostante le delibere e gli accordi di programma siglati addirittura prima del 2000 per il Progetto Urbano Ostiense-Marconi». Ancora più taglienti le parole di Federico Rocca, dirigente romano di An, che parla di una tragedia annunciata e rimarca le responsabilità del Campidoglio, «che aveva acquistato questo stabile diversi anni fa ma non lo ha mai preso in consegna, relegandolo all’ennesima favela cittadina». Chiedono invece un consiglio straordinario nel XV Municipio i capigruppo di An Marco Palma (XV) e Fabrizio Santori (XVI). E nel merito della questione è entrato anche Luigi Camilloni, presidente dell’Osservatorio Sociale, che ha invitato il Comune a riflettere «sull’opportunità di censire tutte le ex fabbriche abbandonate e di cambiare la loro destinazione d’uso il più presto possibile, prima che avvenga qualche tragedia».