O Scagno di Fraveghi un gioiello esclusivo

Francesca Galleano

«O Scagno di Fraveghi» è uno dei pochi laboratori di oreficeria artigianale in Italia, l'unico in Liguria, a gestire tutte le fasi di produzione del suo «oro verdegenova»: dalla fusione, alla lavorazione, all'incastonatura di pietre preziose. In prima battuta l'oro viene sciolto e trasformato in una verghetta che, a sua volta, sarà fusa e colata in un calco di gesso, con il metodo a cera persa, oppure battuta fino a diventare un bracciale a cerchio.
Nel laboratorio, Massimo Sasso, la moglie Violetta Benucci e la giovane apprendista Elisabetta Comotto, realizzano pezzi unici creati secondo l'estro e il gusto degli artigiani. Si riproducono foglie di vite o di rovo, polpi, stelle marine, motivi geometrici da montare su orecchini, anelli, bracciali e collier.
Particolarissimo è l'anello siamese per due dita, anulare e mignolo, inventato da Pietro Sforza, il maestro di Sasso e Favali fondatori di «O Scagno di Fraveghi» negli anni ’70, nato per soddisfare il gusto di clienti originali. Decorato con foglie liberty o creature marine, il siamese è un oggetto che adorna in modo speciale una mano che ama distinguersi. Altra peculiarità dei Fraveghi è l’«oro verdegenova», una lega dal caratteristico riflesso creata anch’essa dal maestro Sforza. Il cromatismo dell'oro è dato dal rapporto con rame e argento: se prevale il primo il metallo tende al rosso, verde invece se prevale l'argento.
La fantasia di alternare soggetti marini, floreali o geometrici, la sinfonia dell'oro impreziosito da pietre, è l'arte di Massimo Sasso: «L'oreficeria è la semplice lavorazione dell'oro, la pietra è messa sul gioiello semplicemente per abbellirlo. La gioielleria è l'oro in funzione della pietra di cui il metallo è un semplice supporto».
«O Scagno di Fraveghi» (lo studio degli orafi) è un termine che fino a un secolo fa era di immediata comprensione, mentre oggi rievoca il mondo genuino delle nostre radici. La corporazione dei Fraveghi genovesi nel XVIII secolo raggiunse onori a livello europeo, presso le corti reali.
Nello Scagno, oltre ai monili, si trovano riproduzioni in oro di monete genovesi antiche: dal genovino al denaro, dall'acquilino al testone della Madonna compreso quel famoso quartaro, coniato in rame dal governo Ghibellino di Genova nel 1336 che, su una faccia, recava impresso un grifone. Questi gioielli si possono vedere e acquistare direttamente presso «O Scagno di Fraveghi» in piazza Soziglia 12/12 (terzo piano), nel cuore nobile della Genova antica.