Un’oasi di pace orientale in città

«Per i clienti ci sono maschere, massaggi e trattamenti per mani, viso e capelli»

Viviana Carfì è nata a Tripoli da genitori italiani nati in Libia, un Paese di cui porta ancora il ricordo nel cuore. È una bella donna dallo sguardo intenso e magnetico con i tratti somatici mediorientali. Una laurea in lingue e un diploma in lingua e cultura araba, per anni ha fatto la giornalista occupandosi della cultura arabo-islamica di cui è profonda conoscitrice. Dopo aver aperto l’Hammam della Rosa a Milano, nel 2004 ha fondato, insieme alla francese Sabine Bourgeau e al montenegrino Igor Radon, il Moresko Hammam Cafè, un esempio di impresa etico-multietnica all’avanguardia.
Vale a dire?
«Per la prima volta in Italia e in Europa al Moresko convivono due hammam, uno per le donne e uno per gli uomini, mille metri quadri che rispecchiano l’architettura ottomana degli hammam storici di Istanbul e Bursa. Da noi lavorano una trentina di persone, in prevalenza marocchine, tunisine, algerine, libanesi e non solo. Le italiane e gli uomini sono una minoranza. Dirigere del personale multietnico implica un gestione particolare. Un esempio? Grande attenzione alle tradizioni culturali e religiose islamiche molto presenti nella vita quotidiana di ogni musulmano. Abbiamo dovuto organizzare dei turni per non sottrarre del tempo al lavoro, rispettare il digiuno del Ramadan e le preghiere giornaliere. Attenzione ai cibi hilal, al rispetto delle loro feste e rituali».
Ci sono litigi?
«Come ovunque. Certo, la convivenza tra persone di culture diverse non è semplice. Ci siamo affidati a una consulente aziendale, una psicologa, per sciogliere alcuni “nodi”. Adesso il gruppo è unito e si respira una bellissima atmosfera. E poi l’incontro tra persone di origini diverse ha favorito la conoscenza e l’apertura mentale di ognuno».
In cosa consiste il progetto etico?
«I prodotti Moresko sono a base di olio di Argan, prezioso grazie alle sue proprietà dietetiche, cosmetiche e curative. Lo utilizziamo in tutti i nostri trattamenti, a partire dal massaggio Berbero praticato a due o a quattro mani su tutto il corpo. Acquistando l’olio direttamente dalle cooperative di donne marocchine contribuiamo al loro salario e supportiamo il progetto della loro alfabetizzazione. A questo progetto hanno aderito varie imprese e molti centri ci stanno contattando da tutta Italia».
Come si svolge l’hammam?
«Si entra in una grande stanza tiepida, il tepidarium a 30-35 gradi, ci si cosparge con un sapone nero all’olio d’oliva e si passa nel calidarium a 50 gradi pieno di vapore. Dopo la sapiente esfoliazione orientale, si viene lavati e ci si immerge nell’idromassaggio. A seguire maschere, trattamenti orientali a mani, piedi, viso e capelli e il massaggio su tutto il corpo».
I trattamenti più gettonati?
«Gli appuntamenti per condividere l’hammam con l’anima gemella o per festeggiare gli addii al nubilato e celibato. Con la bella stagione molti vengono per l’happy hour o la cena, accovacciati nella Sala del Diwan sui tappeti kilim o seduti ai tavolini all’aperto, tra musiche e atmosfere orientali. In una città frenetica come Milano è una piccola oasi di pace».