Un’oasi di poesia nel deserto dell’estate

Squadra che vince non si cambia. E così la stagione 2008 targata Silvano Toti Globe Theatre debutta con un successo dello scorso anno: Sogno di una notte di mezza estate, traduzione di Simonetta Traversetti, per la regia di Riccardo Cavallo. Con 14 repliche, infatti, questo classico shakespeariano ha rappresentato nella passata stagione lo spettacolo di maggiore affluenza con 13mila spettatori. Quindi dal 3 luglio (escluso il lunedì) i riflettori saranno puntati sui tre mondi immaginati da Shakespeare, quello dell’amore, quello delle fate e quello degli artigiani. Il secondo appuntamento al teatro elisabettiano, nato nel 2003 da un’intuizione di Gigi Proietti, rappresenta una sfida: un cast di giovani attori, guidati dal regista Daniele Salvo porta in scena, dal 19 luglio, King Lear, tragedia dei padri incapaci di capire i figli, di separare l’amore dall’adulazione e che pagano a caro prezzo gli errori di valutazione commessi. A vestire i panni del leggendario sovrano sarà Ugo Pagliai felice di interpretare quello che definisce «il personaggio più bello della drammaturgia mondiale».
«Il personaggio - continua l’attore - che forse mi ha aspettato visto che il mio sogno da sempre è stato quello di interpretare re Lear quando ne avrei avuta l’età. E oggi ce l’ho».
Il cartellone prosegue poi il 7 agosto con La commedia degli errori con la regia di Fabio Grossi, opera shakespeariana ispirata a I menecmi di Plauto che si snoda sul gioco dell’uguale: a due omonimi fratelli si aggiungono due servi anch’essi identici. L’ultimo appuntamento della stagione dal 30 agosto è con Il mercante di Venezia (regia, adattamento e traduzione di Loredana Scaramella). Protagonisti della tragedia due giovani attori Lino Guanciale e Carlo Ragone che interpretano rispettivamente Antonio e l’inflessibile ebreo Shylock.
«Questo teatro e il suo cartellone - ha spiegato Gigi Proietti - servono per regalare ai romani un momento di relax, per offrire ai cittadini una pausa dal frastuono delle manifestazioni estive ascoltando la poesia shakespeariana».