Oasis, seducenti beatlesiani

Gli Oasis sono stati accolti dalla stampa più embedded, a suo tempo, con un coro di superlativi assoluti tra dense nubi d’incenso. Chi li ha disinvoltamente definiti «i nuovi Beatles», chi «i più grandi», chi ha usato altre iperboli generose. In realtà i fratelli Noel e Liam Gallagher sono semplicemente due autori e interpreti di medio livello, molto inclini all’imitazione dei Fab Four e vocati a uno stile compositivo particolarmente incline alla platealità, dunque gradito a coloro che preferiscono i richiami più epidermici alla profondità del sentire.
Il nuovo album quindi on smentisce tutto ciò: beatlesismi a tavoletta, magniloquenza, musiche scritte avendo come fine ultimo l’esecuzione dal vivo e le sue più ovvie seduzioni. Non male, certo. Ma non possiamo certo gridare al miracolo.