Obama è ancora avanti di 5 punti

Negli ultimi sondaggi il candidato democratico continua ad essere in vantaggio per la Casa Bianca. Intanto Obama incassa il sostegno del <em>Washington Post</em> e, a sopresa, anche del conservatore <em>Times</em> di Londra il cui editore è Rupert Murdoch

Washington - Barack Obama continua a condurre la corsa per la Casa Bianca: nelle intenzioni di voto degli elettori americani il candidato democratico ha 5 punti di vantaggio su John McCain, con il 49% contro il 44%. È quanto emerge dell’ultimo aggiornamento del sondaggio realizzato dall’istituto demoscopico Zogby. Il risultato è invariato rispetto a quello di quattro giorni prima.

Washington Post per Obama Intanto il candidato democratico incassa l’endorsement ufficiale del Washington Post, che in un editoriale ha scritto che "ha tutte le possibilità di diventare un grande presidente". Per il quotidiano della capitale Obama è "l’uomo giusto per un momento periglioso". Anche nel 2004 il quotidiano di tradizione "liberal" ma spesso su posizioni conservatrici come il sostegno all’invasione dell’Iraq, aveva dato il suo appoggio al candidato democratico, John Kerry.

Sostegno anche dal Times di Londra Da Londra intanto anche in conservatore Times di Rupert Murdoch sceglie Obama, perché "ha dimostrato il carattere, l’intelligenza e il giudizio necessari per essere presidente. È lui il miglior candidato per la Casa Bianca".

Battute al galà di beneficenza I due candidati alla Casa Bianca si sono ritrovati allo stesso tavolo per un galà di beneficenza a New York e hanno improvvisato due show pieni di battute. McCain ha annunciato di aver rimpiazzato tutto il suo staff con Joe l’idraulico, il piccolo imprenditore dell’Ohio ampiamente citato nel dibattito. Poi ha spiegato di aver controllato le impronte del "Mickey Mouse" che si era registrato per Obama in Florida: "Il topone è un repubblicano", ha assicurato. Infine si è rivolto ai presenti, per lo più "democratici di Manhattan", per confidare che qualcuno fa segretamente il tifo per lui: "Felice di vederti qui, Hillary!", ha esclamato tra le risate generali.

Battute a raffica Anche Obama ha contributo a scaldare la cena a favore del fondo per bambini poveri intitolato al defunto governatore di New York durante la Grande Depressione, Alfred Smith, tradizionale appuntamento bipartisan della volata finale per la Casa Bianca. E lo ha fatto con battute a raffica: Barack? "In swahili vuol dire quello là". Il secondo nome Hussein? "Chi me l’ha dato non immaginava che avrei corso per la presidenza". "Il mio punto di forza? L’umiltà. Il mio punto debole? Sono un po' troppo bello...". Nelle stesse ore andava in onda l’intervista in cui McCain si è scusato con David Letterman per aver disertato l’invito al suo show, tre settimane fa, un’assenza coincisa con l’inizio del declino nei sondaggi. "Ho fatto una cavolata", ha ammesso il candidato repubblicano nell’intervento "riparatorio" al popolare "Late show" della Cbs.