Obama: asse Fiat-Chrysler pronto a competere Ma in Italia il mercato dell'auto crolla: -8,59%

Avviata l’uscita dalla bancarotta di Chrysler: approvata la vendita degli asset a una nuova società gestita da Fiat. Gm ha presentato il piano di scorporo delle attività: avviato il Chapter 11

Washington - La "ricostruzione" di detroit è stata avviata. Gm ha ufficialmente chiesto l’avvio della procedura di bancarotta pilotata prevista dal Chapter 11 e ha presentato la documentazione per lo scorporo delle attività più sane della casa automobilistica. Nella notte la Casa Bianca ha reso noto che il governo fornirà alla storica azienda automobilistica di Detroit aiuti per altri 30,1 miliardi di dollari (aveva già versato 20 miliardi di aiuti pubblici), il che farà diventare il governo il maggiore azionista con una quota del 60%. Intanto un giudice federale ha spianato la strada per l’uscita dalla bancarotta di Chrysler, approvando la vendita della maggior parte degli asset della casa automobilistica a una nuova società gestita da Fiat.

Obama "benedice" il piano Il presidente americano, Barack Obama, presenta il piano che salverà i colossi di Detroit. "L’alleanza fra Fiat e Chrysler salverà decine di migliaia di posti di lavoro", ha detto Obama sottolineando che "la nuova Chrysler che si alleerà con Fiat sarà più forte". Quello delineato, invece, per General motors è, invece, un piano "duro" ma anche "giusto". E, proprio a fronte di questo, Obama ringrazia e i governi tedesco e canadese per il supporto alla ristrutturazione di General Motors. Ma Gm - aggiunge - è una società americana e la "responsabilità del suo futuro è nostra". Tuttavia, il governo americano fa sapere che non ha alcun interesse a guidare General Motors. Lo stesso Obama si augura che "l’azione che annunciamo oggi sia la fine della vecchia Gm e l’inizio per una nuova Gm". La strada non sarà facile ma si tratta di "sacrificio che tutti facciamo per le prossime generazioni". Infine avverte: "Abbiamo davanti giorni difficili, ulteriori posti di lavoro saranno persi".

GM a un passo dalla bancarotta Questa sera il presidente di General Motors, Fritz Henderson, annuncerà da New York, che l’azienda è stata costretta a ricorrere alla bancarotta perchè la maggioranza degli obbligazionisti non ha accettato di convertire i propri titoli nella nuova Gm ristrutturata. Henderson, che spiegherà i prossimi passi, annuncerà anche la chiusura negli Stati Uniti di 11 impianti e la sospensione temporanea di altri tre come parte del processo di ristrutturazione, il che presuppone la cancellazione di 21mila posti di lavoro. Obama dovrebbe indicare come esempio di quello che si attende il caso di Chrysler, che è stato dichiarata in bancarotta lo scorso 30 aprile. In un mese, Chrysler è riuscita a dare soluzione a gran parte dei suoi problemi legali. Il funzionario dell’amministrazione Obama ha riconosciuto che la situazione di General Motors è "più complessa" di quella di Chrysler e che il processo sarà più lento, ma ha aggiunto che il percorso dovrebbe durare "tra i 60 e i 90 giorni".

Spianata la strada a Fiat Il giudice Arthur J. Gonzalez ha approvato il piano sostenuto dal governo di Washington dopo tre giorni di udienze-fiume sulla proposta. Soltanto venerdì testimonianze e dibattiti alla Corte fallimentare di New York, a Manhattan, sono durati quasi dodici ore. Con il via libera, la Chrysler rinnovata potrebbe uscire già questa settimana dall’amministrazione controllata, un mese dopo averne fatto richiesta: un periodo "straordinariamente breve" per una riorganizzazione. Quando la nuova Chrysler prenderà vita - proprio in questo periodo General Motors sta invece chiedendo l’amministrazione controllata - avrà una nuova struttura proprietaria: un fondo pensione dei sindacati ne controllerà il 55%, la Fiat avrà una quota del 20% del pacchetto azionario che potrà crescere fino al 35%, mentre i governi di Stati Uniti e Canada controlleranno quote di minoranza. Avrà inoltre un nuovo consiglio di amministrazione e un nuovo presidente, C. Robert Kidder, in passato al timone di Borden Chemical e Duracell.

Crolla il mercato dell'auto italiano Nuovo calo per il mercato dell’auto in Italia: a maggio è andato giù su base annua dell’8,59% a 188.670 unità. Secondo i dati resi noti dal ministero dei Trasporti, infatti, ad aprile il mercato aveva segnato una flessione del 7,53% a 188.406 unità, interrompendo il trend di ripresa delle vendite, sulla scia degli incentivi, segnato a marzo. Secondo gli esperti, alla base del calo di maggio, come già di quello di aprile, c’è la scarsa disponibilità dei modelli oggetto degli incentivi.