Obama chiede aiuto all’amico Silvio: «Più forze in Afghanistan»

STIMA Il presidente degli Stati Uniti elogia il Cavaliere per la sua leadership. Presto un vertice Frattini-Clinton

RomaNon che delle vicende italiane Silvio Berlusconi si stia disinteressando, visto che martedì sera durante la cena ad Arcore con Bossi, Calderoli e Tremonti si è parlato a lungo di Regionali e giustizia. Con la Lega concentrata soprattutto sul primo punto - tanto da dirsi «disponibile» a cedere Piemonte e Veneto se si sbloccasse la casella Lombardia - e il Cavaliere a ribattere che il dossier giustizia «resta prioritario» per evitare che il governo «tiri a campare» sotto l’assedio delle Procure che, spiega Paolo Bonaiuti, «la sinistra finge di non vedere». Anche se qualche movimento sul fronte candidature pare esserci, visto che in Campania sembra sfumare l’ipotesi Nicola Cosentino e prende piede il nome del giudice Arcibaldo Miller (se la scelta non fosse «tecnica» ma politica potrebbe invece essere della partita il senatore Pasquale Giuliano, molto vicino a Cosentino).
Ormai da giorni, però, il premier cerca di evitare in ogni modo di entrare nel dibattito politico di casa nostra, un po’ perché le beghe nella maggioranza non farebbero che avere ancora più spazio sui media e un po’ perché si è convinto che sulla giustizia metterà davvero la faccia solo quando si sarà arrivati a un testo del ddl sul processo breve sostanzialmente definitivo. In modo da «parlare agli italiani» a bocce ferme e non in via per così dire «preventiva», cosa che sarebbe interpretata dall’opposizione come una sorta di chiamata alle armi.
Così, da settimane Berlusconi si occupa soprattutto di politica estera. E nel lungo faccia a faccia a Palazzo Chigi con il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen il tema centrale è stato l’impegno italiano in Afghanistan. Una richiesta di cui si è fatto ambasciatore Rasmussen ma che arriva direttamente da Washington, tanto che oggi - negli Stati Uniti giorno del Thanksgiving - Barack Obama dovrebbe annunciare un significativo aumento del contingente Isaf. Non è un caso, dunque, che prima dell’incontro tra il premier e il segretario della Nato il presidente americano abbia deciso di chiamare Berlusconi. Per illustragli «i punti salienti» della nuova strategia di Washington che punta a «finire il lavoro» in Afghanistan e per chiedere «il sostegno dell’Italia». Sostegno che è arrivato, perché - è il ragionamento del Cavaliere - a Kabul è «in gioco la credibilità della Nato anche per il futuro» e «dobbiamo dimostrare di essere all’altezza della situazione». Da parte sua, Obama elogia il «ruolo di leadership» svolto da Berlusconi sulla questione afgana e sui numerosi altri teatri di crisi.
I dettagli del coinvolgimento dell’Italia nella nuova strategia Usa verranno approfonditi in un incontro tra il ministro degli Esteri Franco Frattini e il segretario di Stato Hillary Clinton. Comunque, spiega il ministro della Difesa Ignazio La Russa, prima di «quantificare» qualsiasi tipo di impegno, Berlusconi «si è impegnato a sentire il governo e il Parlamento».