Gli Obama alla corte di Will e Kate

La coppia presidenziale americana fa visita pure al principe e alla sua
sposa, che non li avevano invitati a nozze. E Michelle si presenta con
un abito floreale in sintonia con quello della regina

Londra - E alla fine più della politica poté la frivolezza del gossip. Il primo giorno del presidente Obama a Londra - peraltro anticipato in tutta fretta a causa della nube vulcanica che ha raggiunto ieri i cieli della Scozia - ha avuto un carattere particolarmente rilassato dove a farla da padrone sono state le relazioni diplomatiche tra coppie regali e non, tra coniugi di lunga data e novelli sposi. Un girotondo di strette di mano ed inchini, di sorrisi spontanei e imbarazzati, di cortesie di rito accompagnati dallo svolazzare di gonne di taffetà e vestitini fantasia. Obama è stato accolto ieri mattina dal principe Carlo e sua moglie Camilla prima di venir accompagnato a Buckingham Palace dove la coppia presidenziale sarà ospite della Regina Elisabetta. Perfetta sintonia, almeno per quanto riguarda l'abbigliamento, tra l'imponente Michelle Obama e la sovrana; entrambe indossavano un abito in tema floreale e per l'incontro con i Reali la moglie del presidente si è coperta le spalle tanto spesso lasciate nude con un giacchino di shantung rosa fragola.
Accolti con tutti gli onori, un gesto insolito da parte della famiglia reale che nei confronti dei presidenti americani non si è mai dimostrata particolarmente calorosa, gli Obama si sono affacciati insieme ad Elisabetta alla terrazza di Buckingham Palace verso le 12.30. Dopo un breve pranzo privato hanno incontrato anche i due novelli sposi William e Kate, di ritorno dal viaggio di nozze. Kate è apparsa ancora più magra del solito, ma perfettamente a suo agio nel tubino beige che aveva scelto per l'occasione. Un paio di frasi di circostanza eppoi la Regina ha accompagnato il presidente e la moglie ad ammirare la collezione di arte americana della galleria di Buckingham e l'abbazia di Westminster, dove il presidente ha depositato una corona di fiori al milite ignoto.
Cambio di coppie e cambio d'abito per l'incontro a Downing Street con il primo Ministro David Cameron e la moglie Samantha. Sam, che tanto scandalo aveva suscitato al matrimonio del principe William per non aver indossato un cappellino come da tradizione, non si è smentita neppure stavolta accogliendo una sobria Michelle, in seta viola e blu, con indosso una specie di prendisole fantasia più adatto ad una vacanza nel Dorset che ad un evento ufficiale. L'incontro con Cameron è stato l'unico momento in cui qualcuno ha parlato di politica. Obama e il leader conservatore avevano già sottolineato la loro vicinanza con un articolo scritto a quattro mani sul Times di ieri in cui si definivano i rapporti tra Stati Uniti ed Inghilterra «una relazione non solo speciale, ma essenziale per entrambi e per il mondo», motivata da comuni interessi e valori condivisi. Nell'articolo i due leader politici hanno confermato anche di non voler abbandonare quanti in questo momento, nei Paesi arabi, stanno lottando per la democrazia: «Vogliamo rimanere accanto a chi vuole la luce al posto del buio - hanno affermato - a chi cerca la libertà dove questa viene repressa. Siamo riluttanti ad usare la forza, ma sappiamo entrambi di avere delle grandi responsabilità». Gli analisti politici spiegano che mai come in questo momento i due governi sono ansiosi di mostrare al mondo la loro armonia e la loro vicinanza. «Dietro le bandiere e le formalità - ha scritto il corrispondente della Bbc Bridget Kendall - ci sono sicuramente delle tensioni, ma in questo momento di budget ridotti e di crisi economica c'è bisogno di un lavoro comune».
Ultima tappa della giornata, l'incontro con il leader laburista Ed Miliband a Buckingham Palace, dove si terrà anche il banchetto organizzato in loro onore, un'occasione che il segretario della Regina ha definito «piena di calore» anche se formale quanto basta. Una curiosità: la coppia presidenziale dormirà nella stessa suite dove hanno soggiornato William e Kate il giorno delle nozze.