Obama e Hillary, candidati sotto schiaffo

Lui finisce nel mirino per i legami con un ex terrorista. Lei avrebbe ricevuto finanziamenti da un’azienda vicina al governo cinese

da Washington

Candidati democratici sulla difensiva: Obama continua a essere nel mirino (l’altro ieri per la gaffe sugli operai «xenofobi, ieri per i presunti legami con un ex terrorista); mentre per Hillary Clinton spuntano donazioni imbarazzanti di un’azienda cinese che affianca il governo nella repressione al dissenso. Nell’ultima settimana la Clinton aveva duramente criticato la repressione cinese contro le proteste in Tibet e aveva chiesto al presidente George W. Bush di boicottare la cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Tre anni fa però, secondo il Los Angeles Times, suo marito Bill Clinton accettò donazioni per la sua fondazione benefica da una società informatica cinese, Alibaba, che ora sta collaborando con il governo di Pechino nella censura di siti Internet nel Paese nonché alla cattura di attivisti Tibetani. Secondo molti attivisti per i diritti umani, la rivelazione rende meno credibili le posizioni della senatrice sulla questione. Quanto a Obama le polemiche riguardano le frequentazioni con un altro personaggio controverso: dopo Jeremiah Wright, il reverendo che avrebbe giustificato l’11 settembre con il «terrorismo» degli Stati Uniti, dal passato sbuca un ex militante della sinistra radicale. A raccontare dei rapporti tra il candidato alla Casa Bianca e William Ayers è stato Sean Hannity, un conduttore della rete tv conservatrice Fox News. Secondo l’anchorman Ayers partecipò a un party elettorale nella casa di Obama alla fine degli anni Novanta e, nel 2001, contribuì alla campagna del senatore con una donazione di 200 dollari. Ancora, i due sarebbero stati per un periodo insieme alla guida della fondazione filantropica Woods Fund. Oggi professore all’Università dell’Illinois di Chicago, Ayers militò negli anni Settanta in Weather Underground, un gruppo autore di attentati contro caserme di polizia, il Pentagono e il dipartimento di Stato. La storia è piaciuta ad alcuni dirigenti del partito repubblicano. «Obama - ha detto nei giorni scorsi Newt Gingrich, ex presidente della Camera dei rappresentanti - si sente a suo agio con la sinistra radicale e le persone che per molti aspetti sono sostanzialmente anti-americane».