Obama e Sarkozy divisi dalla Turchia nella Ue

Alle celebrazioni con i reduci dello sbarco in Normandia emergono i
contrasti tra il presidente Usa e quello francese sull’ingresso di
Ankara nella Unione europea. L’americano ammonisce Iran e Corea del
Nord: non accetteremo altre azioni provocatorie. <a href="/a.pic1?ID=357124" target="_blank"><strong>Così il G8 farà uscire il mondo dalla crisi</strong></a>/di <em>Silvio Berlusconi
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Parigi È l'anniversario numero 65 dello sbarco alleato, essenzialmente angloamericano, sulle spiagge della Normandia. Il 6 giugno 1944 la guerra imboccò una fase nuova e adesso è in quello stesso luogo, altamente simbolico, che Barack Obama e Nicolas Sarkozy hanno scelto di parlare dell'amicizia tra le due sponde dell'Atlantico.
I coniugi Obama e Sarkozy s'incontrano a mezzogiorno alla prefettura di Caen, in Normandia. Baci, abbracci e strette di mano. L'incontro tra i due presidenti dura una mezz'ora, ma comunque più del previsto. I commentatori venuti da Parigi sentenziano: «Buon segno, vuol dire che vanno a fondo dei problemi!». In realtà il colloquio sembra essere stato poco più di un elenco degli argomenti sul tappeto nell'attuale fase della politica internazionale: Medio Oriente (Sarkozy si è da tempo pronunciato a favore di una grande conferenza sulla questione israelo-palestinese, ma Obama è scettico di fronte a quella possibile iniziativa), nucleare iraniano, Corea del Nord con i denti atomici, Afghanistan, questioni ecologiche, relazioni tra la Turchia e l'Europa. Poi una rapida conferenza stampa, che ha evidenziato il reale dissenso tra Obama e Sarkozy su quest'ultimo punto: gli americani, che sognano di utilizzare l'Unione europea per ancorare la Turchia all'Occidente, vedrebbero con grande piacere l'ingresso di Ankara nell'Europa comunitaria, mentre per Sarkozy quell'ipotesi è solo fumo. Negli occhi. Obama ammonisce Iran e Corea del Nord sul nucleare: Teheran con l’atomica «sarebbe estremamente pericolosa», mentre le recenti mosse di Pyongyang sono state «estremamente provocatorie» e la Casa Bianca «non prevede di premiarle in alcun modo».
A parte questo, la conferenza stampa congiunta a Caen è stata caratterizzata dalle convergenze franco-americane. Si è parlato del rientro, fortissimamente voluto da Sarkozy, della Francia nel dispositivo militare integrato della Nato, da cui Parigi se ne andò nel 1966 per volontà del generale De Gaulle. È proprio guardando al passato - quello prossimo e quello ormai remoto - che i due presidenti parlano di un'amicizia franco-americana «più che mai solida».
Nel pomeriggio Obama, nato nel 1961, ha visitato il cimitero in cui riposano le vittime americane dello sbarco in Normandia del 1944. Su ognuna delle 9.000 tombe del cimitero di guerra americano di Colleville-sur-mer (una distesa di croci e qualche stella di David, tutte in marmo bianco su un immenso prato verde e tutte rivolte verso l'America) sono state legate per l'occasione una bandierina francese e una americana. Tra i presenti alla cerimonia ecco un volto notissimo: Tom Hanks, che da queste parti girò Salvate il soldato Ryan.
La serata e la domenica degli Obama (la famiglia al completo) a Parigi sono state organizzate come una visita strettamente privata. Nicolas e Carla Sarkozy avrebbero probabilmente voluto approfittare dell'occasione per migliorare la propria immagine tra i connazionali, ma l'inquilino della Casa Bianca ha preferito starsene per conto suo. Questo argomento è rimbalzato anche nella conferenza stampa di Caen, a seguito di una domanda di un giornalista francese. Obama ha risposto con calma che gli manca il tempo per fare tutto ciò che vorrebbe. Sarkozy ha detto la stessa cosa senza riuscire a nascondere l'irritazione per una polemica di cui avrebbe fatto volentieri a meno.