Obama firma la legge a 5mila km da Washington

Per la prima volta un presidente americano ha firmato una nuova legge
facendo ricorso all’Autopen, la macchinetta che riproduce la firma
dell’inquilino della Casa Bianca. Obama si trovava in Francia: lo hanno svegliato alle 5.45 del mattino (negli Usa erano le 23.45). Aveva solo 15 minuti per firmare la legge prima che si creasse un vuoto legislativo

Per la prima volta un presidente americano ha firmato una nuova legge facendo ricorso all’Autopen, la macchinetta che riproduce la firma dell’inquilino della Casa Bianca. Venerdì il presidente Barack Obama, che si trovava in Francia, è stato svegliato alle 5.45 del mattino per ricevere la notizia che il Congresso aveva appena approvato una estensione di quattro anni del Patriot Act, la legge conto il terrorismo. Negli Stati Uniti erano le 23.45 di giovedì notte e Obama aveva solo quindici minuti di tempo per firmare la legge prima che si creasse un vuoto legislativo per il decadere della vecchia legge. Il presidente Obama, data una scorsa al testo, ha autorizzato la firma della legge a Washington facendo uso della macchinetta che riproduce la sua firma.

L’Autopen viene usato, non solo dal presidente ma anche da molti politici, per firmare automaticamente messaggi di routine del presidente, lettere agli elettori, foto, materiale di propaganda. E nel 2004 fece scalpore scoprire che l’allora segretario alla Difesa Donald Rumsfeld usava la usava anche per firmare le lettere di condoglianze inviate alle famiglie dei soldati caduti in Irak e in Afghanistan. Ma non era mai stata usata per firmare una legge. E la cosa ha suscitato la reazione negativa del deputato repubblicano della Georgia Tom Graves, che in una lettera inviata a Obama ha parlato di «precedente pericoloso». Anche se la costituzionalità della pratica era stata certificata da un parere espresso nel 2005.

Non è insolito che un presidente firmi una legge quando non si trova alla Casa Bianca. Nel 1947 Harry Truman firmò una legge mentre si trovava in un albergo a Kansas City. Il testo originale era stato portato da un corriere. L’anno scorso, mentre si trovava in vacanza alle Hawaii, Obama firmò diverse leggi approvate nei giorni precedenti dal Congresso.

Ma nel caso del Patriot Act esisteva una scadenza ben precisa da rispettare, la mezzanotte di giovedì. La Casa Bianca aveva dato ordine a un membro dello staff di partire per l’Europa con la legge approvata dal Congresso per farla firmare al presidente Obama. Ma il Congresso ha approvato la legge solo all’ultimo momento e non c’era più tempo sufficiente per far arrivare il testo originale a Obama nel pieno del suo tour europeo che ieri lo ha visto a Varsavia siglare con la Polonia uno storico accordo in base al quale gli aerei militari Usa avranno una base nel cuore dell’ex blocco comunista. E quindi all’Autopen non c’era alternativa.