Obama furioso per il downgrade: "Gli States? Un paese da tripla A"

Commentando la decisione dell’agenzia Standard & Poor’s di
tagliare il rating impeccabile (Aaa) degli Stati Uniti ad Aa+
mantenendo l’outlook negativo, il presidente Barack Obama si è definito furioso: "Non importa quello che dice
un'agenzia, noi siamo gli Stati Uniti d’America e saremo sempre
da tripla A". Poi assicura che le
sfide economiche sono superabili, ma serve volontà politica: "Occorre una riforma fiscale che chiede a chi se lo può
permettere di pagare quello che può"

Washington - "I nostri problemi sono risolvibili". E' un Barack Obama furioso quello che, durante una conferenza stampa, prova a zittire il declassamento di Standard & Poor's: "Non importa quello che dice un’agenzia, noi siamo gli Stati Uniti d’America e saremo sempre da tripla A". Ad ogni modo il presidente degli Stati Uniti assicura di aver fiducia nel futuro dal momento che le sfide economiche sono superabili, ma serve "volontà politica".

Le prossime mosse di Obama Secondo Obama, mercati "hanno ancora fiducia negli Stati Uniti", che sono perfettamente "in grado di risolvere il loro problemi e sanno cosa fare per affrontarli". Tuttavia, il maggiore problema che l’America deve risolvere è "la mancanza di volontà politica a Washington". Secondo Obama, infatti, "lo stallo politico" sulla trattativa sul debito "non è stato costruttivo". Dopo l’accordo sulla riduzione della spesa "non c’è altro che si può tagliare" e occorre quindi "una riforma fiscale che chiede a chi se lo può permettere di pagare quello che può". Ad ogni modo, il presidente Usa è fermamente convinto che gli States saranno "sempre un Paese da tripla A, qualunque cosa possa dire un’agenzia di rating". "I mercati continuano a credere che il nostro status è da tripla A - ha continuato Obama - non c’era bisogno di un’agenzia di rating per capire che dovevamo ridurre deficit in modo bilanciato".

Uno sguardo al futuro Oltre alla riforma fiscale, Obama ha chiesto dei "modesti aggiustamenti" ad alcuni programmi di assistenza pubblica come Medicare. "Il problema non è la fiducia dei mercati ma la riduzione del deficit nel lungo termine - ha proseguito Obama - Ci sono molte idee che consentirebbero di ridurre il deficit senza mettere in pericolo la crescita". Il presidente degli Stati Uniti ha, quindi, proposto di "estendere il più presto possibile" gli sgravi fiscali sul lavoro dipendente e i sussidi di disoccupazione. Senza queste misure, ha avvertito Obama, "ci saranno meno posti di lavoro e meno crescita". "La preoccupazione piu immediata di gran parte degli americani e dei mercati è l’occupazione e la bassa velocità della ripresa dovuta alla recessione - ha avvertito Obama - mettendoci insieme avremo piu spazio per attuare proposte chiave".

L'appello alla politica Obama ha espresso la speranza che il downgrade del rating Usa da parte di Standard & Poor’s "dia ai parlamentari un nuovo senso di urgenza" e ha anticipato che "esporrà le sue proposte personali sulla riduzione del deficit". Secondo l’inquilino della Casa Bianca una maggiore concordia sulle misure per ridurre l’indebitamento "lascerebbe più spazio di manovra per lavorare sull’occupazione". "I mercati continuano a credere che il credito agli Stati Uniti sia tra i più sicuri al mondo", ha poi aggiunto Obama.