Obama: «Gerusalemme capitale d’Israele»

da Gerusalemme

Barack Obama ieri ha attaccato l’Iran, criticato Hamas e conquistato Israele, promettendo che ne garantirà la sicurezza. Nel suo tour mediorientale e da oggi europeo, il candidato presidenziale americano è arrivato a Gerusalemme mercoledì sera. Ieri, ha incontrato il presidente israeliano Shimon Peres, il premier Ehud Olmert, il ministro della Difesa Ehud Barak, quello degli Esteri, Tzipi Livni e il leader dell’opposizione Benjamin Netanyahu. Ha visitato lo Yad Vashem, memoriale dell’Olocausto, a Gerusalemme; in serata è stato a Sderot, città del sud del paese fino all’inizio della «tregua» tra Israele e Hamas colpita quotidianamente dai razzi Qassam lanciati da Gaza. Il senatore democratico ha detto che Israele non può dialogare con il movimento islamista finché questo rimane una minaccia per i cittadini e che «il mondo deve fermare» i piani atomici dell’Iran.
A differenza del rivale repubblicano, John McCain, nella regione a marzo, Obama è stato anche a Ramallah, dove ha incontrato il rais palestinese Abu Mazen. Alcuni politici palestinesi hanno criticato il candidato per aver detto che «Gerusalemme sarà la capitale d’Israele». La questione è una dei punti chiave del conflitto. A riguardo, Obama ha poi detto che se sarà eletto si batterà per la creazione di due Stati vicini e in pace. Oggi, il senatore dell’Illinois vola a Berlino per l’inizio del suo viaggio europeo. Visiterà anche Parigi e Londra. In Germania è atteso come una star e il 61 per cento della popolazione, secondo un sondaggio, tifa per lui. Forse perché il settimanale Zeit, in edicola oggi, rivela le sue origini tedesche: un suo avo partì alla volta dell’America nel 1749 dall’Alsazia, allora Germania.