Obama-Hillary, scontro totale su delegati e fondi

Spoglio provvisorio del "SuperTuesday": l'ex first lady è in vantaggio. I due candidati democratici puntano tutto nella volata finale, ma servono i soldi

Washington - Caccia ai voti e ai fondi. Le casse di Barack Obama continuano a riempirsi a ritmi record, mentre quelle di Hillary Clinton sono vuote al punto che l’ex first lady ha dovuto ricorrere al proprio patrimonio personale, prendendo a prestito cinque milioni di dollari. Secondo quanto rivelato da David Plouffe, direttore della campagna elettorale del senatore afroamericano, "dalla chiusura delle urne il 5 febbraio abbiamo raccolto più di tre milioni di dollari". Una cifra che gli consentirà di affrontare con un pò più di tranquillità, almeno dal punto di vista finanziario, le primarie che si terranno nei prossimi giorni in Nebraska, Virginia, Maryland, District of Columbia, Washington, Maryland e Maine, dove già da giorni vanno in onda gli spot di Obama. "La superiorità finanziaria di Obama - spiega a The Politico Anthony Corrado, esperto di finanziamenti di campagne elettorali al Colby College - sta mettendo a dura prova la campagna della Clinton. La sua capacità di mandare in onda gli spot in più stati di quanto sia riuscito a fare lei, di mettere in campo più risorse di quanto abbia fatto lei, gli hanno dato un vantaggio". Senza contare che la cifra record raccolta dopo i risultati del Super Tuesday potrebbe portare questo mese nelle casse di Obama circa 30 milioni di dollari, dopo i 32 raccolti a gennaio.

Corsa al fotofinish Al fine della nomination saranno fondamentali le diverse contee di uno stato come la Virginia in cui si voterà martedì prossimo. Hillary e Barack hanno scelto la Virginia (uno stato ad elevatissima volatilità, anche perchè gli elettori possono decidere fino all’ultimo momento a quali primarie votare) come prossimo terreno di battaglia di quella che è stata definita la guerra del "Potomac" (le primarie nella fascia che comprende anche il Maryland e il Distretto in cui si trova Washington). Le contee di Prince William e Loudoun (decisive nel 2005 per l’elezione del governatore, Thimoty Kaine con una campagna coordinata dall’attuale vice di quella di Clinton, Mike Henry) vengono trattate quasi come se fosse la California. Anche l’establishment democratico della Virginia è diviso, come il resto del Paese, tra i due candidati. Obama è sostenuto dal governatore Kaine, e dall’unico deputato afroamericano dello stato, Robert Scott. Mentre Clinton conta sulla responsabile del caucus delle donne del Comitato nazionale democratico, Mame Reilly.

I super delegati All’appuntamento ad agosto a Denver, potrebbero stavolta risultare decisivi i super-delegati (un quinto del totale dei delegati), che rappresentano l’establishment del partito: ne fanno parte tutti i membri democratici del Congresso e del Comitato nazionale democratico, ma anche tutti i governatori, gli ex presidenti, gli ex vicepresidenti di Camera e Senato.