Obama: i primi 100 giorni a colpi di battute (su tutti)

Nell’incontro annuale con i corrispondenti della Casa Bianca fa
divertire il pubblico prendendo in giro anche se stesso. "Cosa farò nei prossimi 100 giorni? Sto
seriamente pensando di perdere la calma"

Cento e passa giorni di super lavoro non sono bastati per spegnere la sua verve. Non è bastata la crisi economica, non sono bastati il narcotraffico e l'influenza suina nel vicino Messico. Barack Obama, alla tradizionale cena annuale dei presidenti americani con l'associazione dei corrispondenti dalla Casa Bianca, ha dato il meglio di sé, rilassato, a proprio agio, producendosi in battute su tutto e tutti. A partire da se stesso. «Cosa farò nei prossimi 100 giorni? - ha scherzato riferendosi al primo "traguardo" da poco superato - Beh, sto seriamente pensando di perdere la calma!».

Non è importato nemmeno che alla cena non ci fosse Susan Boyle, la cantante diventata famosa tramite internet dopo la sua esibizione a Got Talent (la Corrida inglese), che Obama aveva personalmente invitato. Lei è rimasta a casa ad accudire il gatto, troppo nervosa per andare a una cena fra le star di Hollywood. Lui invece non poteva ovviamente mancare e moglie al fianco, non si è fatto pregare, scherzando su di sé, sugli alleati e sugli avversari. «Un'altra cosa che potrei fare nei prossimi 100 giorni è imparare a non usare il gobbo», ha detto facendo riferimento al sistema di lettura che lo aiuta durante i discorsi. Salvo poi aggiungere che «invece Joe Biden (il suo vicepresidente, famoso gaffeur, ndr) potrebbe impegnarsi per imparare ad usarlo».

Una carezza in confronto a quello che ha riservato al vice del predecessore George Bush. Dick Cheney, che ha lasciato la Casa Bianca in sedia a rotelle e che gli avversari democratici avevano ribattezzato “Darth Fener”, non ha partecipato alla cena. «È impegnato con le sue memorie - lo ha preso in giro Obama - Si intitolano: “Come sparare agli amici e interrogare la gente”». Una battuta al vetriolo, che punta il dito contro un incidente di caccia in cui Cheney ferì un amico e le ultime polemiche sui metodi usati dai servizi americani per gli interrogatori durante l'amministrazione Bush.
Per i giornalisti, organizzatori di questa cena di beneficenza (prezzo d'ingresso 200 dollari, ospiti come Demi Moore, Bono degli U2, Steven Spielberg, George Lucas, Sting, Bon Jovi, Donatella Versace, 98mila dollari raccolti), ha avuto parole d'elogio. Prima, un buffetto, quando ha parlato dell'approssimazione di cui ogni tanto peccano, poi i ringraziamenti per come vigilano sull'azione del governo.
E se i giornali, oltre alle parole, aspettano anche aiuti economici per uscire da questa congiuntura difficilissima che ha già costretto alla chiusura alcuni nomi storici, chi non potrà avere un "salvataggio" finanziario è il partito repubblicano. «Mi devo scusare per non poter procedere ad un bailout dei miei avversari - ha ironizzato rivolgendosi al presidente del comitato nazionale dei repubblicani, Michael Steele, che a differenza di Cheney era presente -. Purtroppo non credo che Rush Limbaugh (showman radiofonico ultraconservatore, uno dei guru della base del partito dell'Elefante) non conti come attivo in difficoltà».

Ma nel mirino è finita anche anche la numero 3 del suo governo, Hillary Clinton. «Hillary è stata una valente avversaria, ma ora mi è più vicina che mai - ha detto all'indirizzo della segretario di Stato -. Pensate che appena tornata dal Messico (dove continua la crisi della febbre suina, ndr) mi ha abbracciato stretto».

Democratici, repubblicani, la sua stessa amministrazione. Non poteva mancare la famiglia: un accenno alle braccia nude della moglie e poi una battuta sulle figlie. «Sasha e Malia stanotte non sono qui. Non è che puoi prendere l’Air Force One e andare dove ti pare, tipo a fare un giro a Manhattan, non importa di chi sei figlio», ha scherzato pensando all’incidente di qualche settimana fa quando l’aereo presidenziale ha sorvolato a bassa quota i cieli di New York.