Obama inciampa sul ritiro dei soldati dall’Irak

La stampa Usa attacca: Barack non sa decidere

da Washington

Un candidato per tutte le stagioni, un nuovo Obama ma non migliorato. L’Irak scatena la stampa americana sui radicali cambi di posizione dettata dall’aggiustamento al centro del candidato democratico. «Le posizioni che mutano con le stagioni di Obama si stanno moltiplicando: il Nafta, la riforma del finanziamento elettorale, le intercettazioni, la spilletta a stelle e strisce, il controllo sulle armi. Che cosa c’è rimasto? l’Irak, ed il cambio di posizione sta già arrivando» scrive il Washington Post.
«Nel mio calendario di 16 mesi, se andate a controllare tutto quello che ho detto, ho sempre posto come condizione il fatto che le nostre truppe siano al sicuro» ha detto Obama ieri in North Dakota, roccaforte repubblicana.
Parole che sono state lette come una vera e propria frenata sul ritiro, che è stato uno dei messaggi centrali delle primarie, tanto che il suo staff ha convocato in tutta fretta una seconda conferenza stampa per correggere il tiro. Affermando di non voler essere «frainteso» e di non volersi lasciare «spazio di manovra sull’Irak», Obama ha ribadito che «intende mette fine a questa guerra: il mio primo giorno di presidenza convocherò il capo degli Stati Maggiori Riuniti e gli darò un nuovo mandato».