Obama è l'uomo dell'anno

Il neo presidente inedito: &quot;Per farmi ubbidire uso il senso di colpa&quot;. <em>Time</em> lo incorona &quot;re&quot; del 2008 e pubblica foto mai viste dei tempi del
college

«Obama è l'uomo dell'anno» e per celebrarlo il settimanale Time scova le foto dell'anno. Dopo nove mesi di campagna elettorale pensavamo di aver visto tutte le immagini in circolazione. E invece no, nell'annunciare la personalità più significativa del 2008, la redazione è riuscita a scovare ventisei scatti inediti, tra cui dodici in bianco e nero, che risalgono agli anni del college e mostrano un Obama giovanissimo e banalmente normale, che, come tanti suoi coetanei, cerca di darsi un tono, facendosi ritrarre con il cappello di paglia in testa, lo sguardo intrigante e una sigaretta accesa in mano. Che fa tanto attore, che dà tanta sicurezza. Apparente. O con indosso un giubbotto in pelle, da duro di quartiere, ma senza troppo successo, perché gli occhi sono buoni e le maniere da ragazzo borghese. Sorprendono i capelli vistosamente lunghi rispetto al taglio attuale, fitti e riccioluti.

Obama ha battuto gli altri rivali, tra cui il ministro del Tesoro Henri Paulson, l'ex vice di McCain, Sarah Palin e, a sorpresa, Nicolas Sarkozy che ha «rimesso la Francia sulle cartine». Come dire: con lui Parigi conta di nuovo nel mondo. E un riconoscimento per il modo in cui ha affrontato le tante crisi che hanno segnato il suo semestre di presidenza europea, a cominciare da quella finanziaria, Sarkò lo meritava. Ma c'è dell'altro: piace a New York e a Washington perché è il più americaneggiante dei leader francesi, per stile di vita, per numero di divorzi, per il piglio dinamico e informale con cui interpreta il suo ruolo. Se gli Stati Uniti non avessero eletto il primo candidato di colore alla Casa Bianca, questo sarebbe stato probabilmente il suo anno, come lo fu, l'anno scorso, di Putin. La nomina tra i finalisti resta un viatico, perché Time in queste occasioni interpreta sempre gli umori dell'establishment e il capo dell'Eliseo sa di poter contare su un accesso privilegiato. Con Bush fino a ieri, con Obama domani.
Un Obama che proprio con Time si lascia finalmente andare, svelando alcuni aspetti del suo carattere. Ammette di arrabbiarsi ma di non urlare mai, perché esistono altri modi per farsi ubbidire. Quali? «Far sentire la gente in colpa, funzionava con me quando ero bambino e Michelle trova che l'approccio sia valido anche con le nostre bambine». E con i suoi collaboratori. «E quando non funziona bisogna usare la paura», confida Barack, svelando una notevole dose di cinismo. Ammette di avere «un sano ego» e che il proprio metodo «non ha niente di magico: ho semplicemente fiuto, quindi assumo gente davvero in gamba, anche quando si tratta di persone più intelligenti di me». Obama naturalmente «ha poca pazienza per le sciocchezze e per le lotte di potere» e ci «tiene a farlo sapere». Un'intervista bella e compiacente, com'è d'uso con un presidente in piena luna di miele con gli americani. E con la stampa.