Obama non cambia idea: "Un seggio alla Palestina? Non porterà alla pace"

Obama incontra Abu Mazen e gioca la carta diplomatica. "La pace non si otterrà per delibere", ha commentato il presidente Usa. Ma Abu Mazen non ci sta e continua per la sua strada

New York - Continuano le trattative degli Stati Uniti per fermare la proposta palestinese di adesione al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Il presidente Obama ha incontrato ieri sera Abu Mazen, poco dopo avere respinto la proposta palestinese in sede di Consiglio, per tentare di dissuaderlo dal portare avanti la richiesta di un seggio per la Palestina. Domani la delibera dell'Onu.

"Diremo no alla proposta" Obama lo aveva già annunciato. Se l'Anp avesse portato avanti la sua domanda di riconoscimento di stato membro del Consiglio di sicurezza dell'Onu, gli Stati Uniti si sarebbero opposti. Una decisione che avrebbe fermato i palestinesi anche in caso di maggioranza favorevole alla proposta, lasciandoli con una misera vittoria morale. Gli Stati Uniti dispongono in fatti del diritto di veto sulle delibere del Consiglio Onu. Una decisione comunque piuttosto scomoda per il governo di Washington, che ponendo il veto sarebbe costretto ad esporsi sulla questione palestinese. Il presidente Obama ha incontrato ieri sera Abu Mazen, leader dell'Anp, in un incontro durato oltre un'ora, nel quale ha tentato di dissuadere il rappresentante palestinese dal portare avanti la proposta di approvazione del seggio palestinese al Consiglio. In mattinata il presidente americano aveva avuto un colloquio anche con il presidente israeliano Benjamin Netanyahu, che nei giorni scorsi si era detto lieto dell'appoggio garantito dagli Usa al suo paese contro la proposta dell'Anp. Ma l'incontro con Obama, scrivono i media palestinesi, non ha fatto recedere la Palestina dal suo intento.

Spunta una terza ipotesi Per Obama "il processo di pace non prevede scorciatoie". Non saranno quindi le delibere in sede Onu a garantire un cambio di status alla Palestina e l'annessione al Consiglio. E mentre gli Stati Uniti ribadiscono la loro contrarietà, la Francia di Sarkozy propone una via d'uscita alternativa con il riconoscimento dello status si stato osservatore non membro dell'Onu e la ripresa dei negoziati per un accordo di pace definitivo.