Obama: "Ora da Cuba e Venezuela aspetto non parole ma i fatti"

Il presidente al termine del Vertice delle Americhe: "Il popolo a Cuba non è libero e questa deve essere la stella polare
della nostra politica estera, che non cambieremo da un giorno all'altro"

Port of Spain - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto di aspettarsi da Cuba e Venezuela "non solo parole ma fatti" in chiusura del vertice delle Americhe. "Le politiche che abbiamo avuto negli ultimi 50 anni (nei confronti di Cuba, ndr) non hanno funzionato", ha detto, aggiungendo però che "il popolo a Cuba non è libero e questa deve essere la stella polare della nostra politica estera, che non cambieremo da un giorno all'altro". "Ma sono convinto, ha aggiunto Obama, che è importante mandare un messaggio su temi quali i prigioneri politici e la libertà di stampa".

"Credo nell'Onu ma sul Durban 2..." Barack Obama ha ribadito di essere un presidente che "crede nelle Nazioni Unite", ma ha aggiunto che l'America non può accettare un linguaggio "controproducente" come quello che è alla base della conferenza Durban 2 sul razzismo, che Washington ha deciso di boicottare. "Ho ribadito al segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon che siamo felici di aiutare le Nazioni Unite - ha detto Obama, in una conferenza stampa al Vertice delle Americhe - ma questa non é risultata l'opportunità giusta".
Obama ha insistito sul fatto che la propria amministrazione intende "incoraggiare il più possibile" l'attività dell'Onu e anche per questo ha chiesto un seggio nella commissione per i Diritti Umani di Ginevra, pur essendo "non del tutto convinta" del suo operato. "Ho tutto il desiderio di venir coinvolto costruttivamente in una discussione e in una conferenza utili sul tema del razzismo", ha detto Obama, aggiungendo però che Durban 2 non ha queste caratteristiche. "La precedente conferenza - ha affermato il presidente americano - è diventata una sessione in cui si è espresso antagonismo contro Israele a tratti in modo ipocrita e controproducente". Gli Usa, per questo, avevano chiesto di cambiare il linguaggio emerso da quella conferenza e rimuoverlo dai documenti di Durban 2. Invece, ha aggiunto, "nonostante gli sforzi di vari paesi" questo non è accaduto e a questo punto la partecipazione degli Usa "avrebbe dato un imprimatur a qualcosa che non condividiamo".