Obama: ora serve trasparenza per i paradisi fiscali

Al summit delle Americhe il presidente americano lancia un monito ai Paesi caraibici anche se ammette che ci vottà tempo. Chavez scherza: "Il prossimo vertice Cuba...". Il Canada per la fine dell'embargo contro l'Avana: "Anche se resta un regime comunista"

Port of Spain - Il presidente americano Barack Obama ha ieri esortato ad una maggiore trasparenza i paradisi fiscali dell'area dei Caraibi pur riconoscendo che per cambiare le cose ci vorrà del tempo. Larry Summers, il consigliere economico della Casa Bianca, ha detto che il tema affrontato al recente G20 di Londra è stato affrontato anche al Vertice delle Americhe in corso di svolgimento a Port of Spain, a Trinidad e Tobago. "Alcuni paesi che hanno tratto notevoli vantaggi da questo loro status hanno evidenziato come l'afflusso di capitali fosse importante per la loro economia", ha detto Summers.
"Il presidente comprende benissimo questa situazione e si è detto disponibile a lavorare a meccanismi di transizione - ha aggiunto - ma ha detto anche che questioni come quella dell'evasione fiscale e del segreto bancario devono essere affrontate e risolte per dar vita a un sistema economico e finanziario globale come quello che lui vorrebbe instaurare".

Chavez: il prossimo vertice a Cuba... "Per il prossimo vertice vi propongo una marachella: perché non lo facciamo a L'Avana?". L'ha detto il presidente venezuelano Hugo Chavez nel corso della riunione tra Barack Obama e gli altri 11 capi di Stato dell'Unasur, suscitando una risata generale. Nel successivo incontro con i giornalisti, Chavez, ha sottolineato seriamente che il presidente Usa "é una persona intelligente" e che si propone di diventare "un suo amico". Il presidente venezuelano ha anche assicurato di non avere "alcun dubbio", sulla possibilità che migliorino i rapporti tra i Paesi della regione. Sempre in merito alla riunione, la presidente cilena Michelle Bachelet ha assicurato che il dialogo "é stato molto franco" e che lei ed i suoi colleghi, dopo il discorso di Obama, hanno accettato il suo proposito di "promuovere rapporti di rispetto mutuo e di costruire un'agenda concreta, che permetta di soddisfare le nostre necessità". Dal canto suo, il ministro degli esteri brasiliano Celso Amorim ha sottolineato che "il grande test era il tema Cuba" e che, a suo avviso, "é stato fatto un piccolo passo avanti nella giusta direzione" e che, ora, "dovrebbe arrivare il momento del dialogo diretto".

Il Canada: stop alle sanzioni contro l'Avana Il primo ministro canadese Stephen Harper ha detto invece di essere favorevole alla revoca dell'embargo americano contro Cuba pur considerando il regime dell'Avana "una dittatura comunista". "Se vogliamo un cambiamento in positivo a Cuba, se vogliamo rompere il modello economico dello statalismo socialista non credo proprio che l'embargo economico sia il modo migliore per arrivarci, noi preferiremmo un sistema diverso", ha detto in una conferenza stampa in margine al Vertice delle America in corso a Trinidad e Tobago. Il premier conservatore canadese ha ricordato poi che il suo paese, a differenza degli Stati Uniti, ha sempre mantenuto rapporti diplomatici e economici con Cuba "anche se sappiamo benissimo che questo paese resta una dittatura comunista".