Obama parla con il Papa, "ma non di staminali"

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Il presidente
eletto degli Stati Uniti ha avuto una conversazione telefonica
ieri con Benedetto XVI proseguendo la serie di telefonate
per ringraziare per le congratulazioni ricevute per l’elezione. E con Bush: &quot;Niente tensioni&quot;
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Washington - Barack Obama, il presidente eletto degli Stati Uniti, ha avuto una conversazione telefonica ieri con Papa Benedetto XVI proseguendo la serie di telefonate per ringraziare per le congratulazioni ricevute per l’elezione. Lo indicano fonti dello staff di Obama a Chicago specificando che Obama ha telefonato a vari leader mondiali. Oltre a Benedetto XVI, Obama ha parlato con il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, con il primo ministro indiano Manmohan Singh, con re Abdallah di Giordania e con il presidente del Kenya, Mwai Kibaki.

Telefonata di ringraziamento Il Vaticano conferma la telefonata del neo-presidente degli Stati Uniti. "Ieri il presidente Obama ha telefonato al Papa - dice ad Apcom padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede - e il motivo della telefonata è stato il ringraziamento di Obama al telegramma di auguri inviato da Benedetto XVI per l’elezione a nuovo presidente. Nessun riferimento alla polemica sulle cellule staminali".

La transizione Saranno l’ex segretario di Stato Warren Christopher e l’ex senatore democratico Sam Nunn a guidare la transizione dall’Amministrazione Bush a quella Obama rispettivamente al Dipartimento di Stato e al Pentagono. La notizia che il presidente eletto ha deciso di puntare sulle due figure esperte è stata data dalla Cnn. Christopher, 83 anni, si occuperà del passaggio di consegne a Foggy Bottom, dove era stato a capo della diplomazia Usa dal 1993 al 1997 sotto Bill Clinton. Il settantenne Nunn ha guidato per otto anni la Commissione Difesa del Senato. È un esperto di questioni legate alla sicurezza nazionale. Non è ancora chiaro chi sarà il nuovo segretario di Stato e quello alla Difesa: per la prima casella in pole position ci sono John Kerry e Bill Richardson, al Pentagono potrebbe essere confermato Robert Gates.

Le agenzie di spionaggio Intanto si profila una rivoluzione ai vertici delle agenzie di spionaggio americane: il Washington Post ha scritto che Obama è intenzionato a rimpiazzare il direttore della Cia, Michael Hayden, e quello della National Intelligence, Mike McConnell. Tra i nomi che circolano per prendere il loro posto ci sono quelli di John Brennan, l’ex agente della Cia che guida la squadra per la transizione all’intelligence, e il senatore repubblicano Chuck Hagel. Intanto nella prima intervista dopo la sconfitta elettorale John McCain ha raccontato che sta "dormendo come un bambino" nel senso che dal 4 novembre non ha fatto che svegliarsi ogni due ore per mettersi a "piangere". Battuta a parte, il senatore dell’Arizona è apparso disteso e in forma. George W. Bush ha invece confessato alla Cnn i rimorsi di otto anni di presidenza e, in particolare, le frasi che si pente di aver pronunciato. Il presidente degli Stati Uniti, che rimmarrà in carica fino al 20 gennaio, ha anche parlato del suo successore Barack Obama, un "buon padre" che porterà un pò "senso della famiglia" alla Casa Bianca. "Mi pento di aver detto cose che non avrei dovuto dire - ha detto Bush - come 'vivo o morto' (per Osama bin Laden, ndr.) e 'lasciate che si facciano sotto' (sui miliziani iracheni, ndr.). Mia moglie mi ha ricordato che, come presidente, devo stare attento a cosa dico". Subito dopo gli attacchi dell’11 settembre, Bush disse che "voleva giustizia" e c’era un poster con l’immagine dello sceicco del terrore su cui era scritto "Ricercato vivo o morto".

Il dialogo con Bush "Spero che potrò essere con il presidente eletto Obama cortese e disponibile come Bill Clinton lo è stato con me". Così George Bush, nell’intervista alla Cnn, che ha descritto come amichevole e rilassato l’incontro con il presidente eletto, senza fare alcun riferimento alle polemiche seguite, secondo alcuni organi di stampa americani, alle rivelazioni sui contenuti dell’incontro riservato tra Bush ed Obama lunedì alla Casa Bianca. Un incontro a cui Bush si è preparato anche telefonando a Bill Clinton, il presidente democratico che gli consegnò la Casa Bianca nel gennaio del 2001: "Ricordo i colloqui avuti con il mio predecessore Clinton, ed infatti l’ho chiamato e gli ho detto: 'Bill, mi sto preparando ad incontrare il nuovo presidente, mi ricordo come sei stato cortese e disponibile con me, spero di poterlo essere altrettanto con lui'". Non rivelando nulla su quanto effettivamente si sia detto con Obama, Bush ha descritto soprattutto il tour della prossima coppia presidenziale per le stanze della Casa Bianca dove abiteranno almeno per i prossimi quattro anni. "Voleva vedere dove dovranno dormire le sue due bambine - ha raccontato Bush - chiaramente porterà un senso di famiglia alla Casa Bianca, spero che siamo riusciti a farlo anche Laura ed io". E poi ha parlato di Obama come di un "buon papà: ha sempre in mente le sue bambine, e la prima cosa che vuole essere è un buon padre, credo che questo sarà un componente importante della sua presidenza".