Obama pensa a Hillary e inciampa su Michelle

Barack pesta subito lo strascico. E dice «Avete visto quant'è bella mia moglie?». Ma lo aveva già detto Clinton 16 anni fa...

Al suo primo ballo, nella luce color ghiaccio della Neighborhood Inaugural Ball, il ballo del quartiere, occhi negli occhi di Michelle, il sorriso un po' alla Fernandel, il suo primo pensiero è stato per Hillary: «Ma avete visto quant'è bella mia moglie?... ». L'aveva già detto Bill, sedici anni fa, al palazzo dei Congressi di Washington al ballo dell'Arkansas, il primo della serata, «Non è vero che Hillary stasera è stupenda?... ». Stupenda, Mister president, bellissima. Ma non copiare però.

Se lo volete vedere ballare da figo, disco music, Rihanna, Beyoncè, dovete andare su YouTube, all'Ellen DeGeneres Show, che è un po' la Simona Ventura della Cbs, ma lesbo. Nella notte della corona, smoking e papillon bianco lui, sempre un po' storto in tutte le foto, abito lungo di chiffon di seta color avorio tempestato di Swarovski con una sola spallina lei, sembravano invece usciti dalle prove di Ballando con le stelle. Teneri, imbranati, lo sguardo gentile, il cuore in subbuglio e tutti gli occhi del paese addosso.

«Mi prenderà in giro senza pietà se le salgo sui piedi» aveva scherzato con Usa Today. È andata un po' meglio di Bush, che camminò scomposto sull'abitino senza bretelle della figlia Jenna, facendola scappare pure vagamente incazzata, e un po' peggio di Clinton che suonò il sassofono di ballo in ballo, con due guance rosse così. Al primo giro di lenti, At Last di Beyoncè, Obama è riuscito ad aggirare con grazia i piedi di Michelle facendola scivolare languido, ma non lo strascico, maledetto, che per un attimo gli è rimasto sotto la suola. «Sembravano Ginger e Fred», esagera Raffaele Paganini che pure e un'étoile internazionale.

Ma le signore avide del vestito unico e costoso come un monolocale, hanno avuto sguardi acuminati solo per lei e per il suo abito a spalle e braccia scoperte, che Michelle ha voluto disegnato da Jason Wu che ha ventisei anni, è di Taiwan, e non conosce nessuno, l'abito più nudo della storia, lo ha etichettato il Washington Post. La sola a osare la spallina unica fino a ieri era stata Nancy Reagan con la griffe di James Galanos, qualche secolo fa, niente a che fare con il panzer dai cingoli di velluto, prima first lady post moderna che il glamour lo fa disegnare da Hollywood più che dal protocollo. Il primo smoking, non ne aveva mai avuto uno, Obama se l'è invece fatto confezionare da una fabbrica di Chicago aderente al sindacato,un Hart Schaffner Marx, che fa molto avanzo di balera.

Dieci balli ufficiali hanno allungato la notte fino alla mattina, il primo a 25 dollari a persona, ma c'è chi ne ha pagati mille. All'Home State ball, ha salutato i suoi, in hawaiano, la sua lingua, «Aloha, come va?», bene mister President, mai stati meglio; al Commander chief ball, il ballo dello Stato maggiore, insieme ai Biden, s'è collegato via satellite con i soldati al fronte «Ogni giorno che passerò alla Casa Bianca cercherò di servirvi come voi servite l'America», in ognuno lo stesso rito, le luci che si attenuano, la voce dello speaker che trema, gli agenti che scivolano nell'oscurità nei punti strategici, attenti anche agli sparati candidi degli smoking. E poi Mariah Carey, Alicia Keys, Shakira, Sting, Spike Lee, Jon Bon Jovi. Molti si sono ritrovati in abiti da sera alla stazione Union, al ballo degli Stati dell'Est, niente sedie, niente servizio, appena il pavimento e bicchieri di plastica, tanto per cominciare ad abituarsi alla crisi, ma musica dal vivo, buffet con tortellini e pollo arrosto e calici di champagne, dodici dollari l'uno.

Sasha e Malia invece erano già alla Casa Bianca a giocare alla caccia al tesoro, c'erano i nuovi compagni di scuola della Sidwell School, alcuni amichetti di Chicago, nemmeno hanno guardato la tv.

Oggi la Casa Bianca, la residenza del presidente degli Stati Uniti, il ponte di comando del mondo. Si comincia con i consiglieri economici e militari, il generale Petraeus, Irak, Afghanistan, crisi di Wall Street, Guantanamo. E ci sarà da ballare.