Obama perderà, è veltroniano. Inoltre il «NYT»...

Sotto attacco: ecco come, oramai da mesi, mi sento. Seppur assolutamente convinto dei miei ragionamenti del tutto conseguenti alla storia Usa e al carattere più vero degli americani. Benché certo della scarsissima se non inesistente competenza della maggior parte dei commentatori (e non solo in Italia) interessati sempre più al folclore, al «glamour», alle «paillettes» che alla sostanza. Conscio dello schieramento mediatico senza se e senza ma pro Barack Obama. Pur sapendo che dal 1956 ho sempre correttamente previsto il nome della persona destinata a entrare alla Casa Bianca. Consapevole del fatto che abitualmente i sondaggi (anche da noi) sottostimano fortemente l’elettorato di destra. Altresì avvertito della tendenza degli istituti di ricerca operanti nel campo ad accontentare il cliente ragione per la quale, essendo la maggior parte dei committenti i sondaggi di sinistra (specie i giornali e le tv), è ben difficile che il risultato delle rilevazioni li deluda. Ebbene, ciò malgrado - tanti e tali i colpi ricevuti a ripetizione - di quando in quando, per un istante, sono arrivato a mettere in dubbio la vittoria repubblicana. Subito dopo, però, mi sono detto e adesso vi dico: John McCain, il peggiore (Michael Huckabee escluso) tra tutti i possibili candidati GOP, il prossimo 4 novembre vincerà.