Obama scioglie il rebus foto: nessuno vedrà Bin Laden morto

Le «immagini raccapriccianti» di Osama bin Laden ucciso non saranno rese pubbliche. Lo ha deciso il presidente degli Stati Uniti Barack Obama risolvendo il dilemma che divideva i vertici politici di Washington. Il segretario di Stato Hillary Clinton e quello alla Difesa Robert Gates erano contrari alla pubblicazione delle foto scattate al cadavere dai Navy Seals, mentre il capo della Cia Leon Panetta si dichiarava invece favorevole.
Le foto sarebbero davvero impressionanti, e in particolare una di esse che mostra la testa del capo di Al Qaida «squarciata» da un colpo di arma da fuoco ricevuto in mezzo agli occhi: «uno squarcio enorme», precisa una fonte governativa anonima, «da cui si vede fuoriuscire materia cerebrale». Decidendo di mantenere segrete queste immagini Obama cerca di tutelare la sicurezza nazionale: come hanno osservato la Clinton e Gates, al momento quasi nessuno nel mondo esprime dubbi sulla morte di Bin Laden, mentre diffondere immagini crude potrebbe trasformarlo in un eroe. Panetta, invece, sosteneva che «è importante dimostrare che lo abbiamo trovato e ucciso» e arrivava a dire che «non vi è alcun dubbio che la fotografia sarà resa pubblica».
Quel che è certo è che queste foto ormai già circolano nel mondo politico di Washington. La senatrice repubblicana Kelly Ayotte ha detto di averne vista una, che un altro senatore le ha mostrato: «È lui, ne sono certo», ha commentato. Un giudizio che coincide con quello dello stesso Panetta.
Emergono intanto sempre nuovi particolari sul blitz di lunedì scorso, ma anziché aiutare a far luce sui fatti sembrano piuttosto allungarvi nuove ombre. Se dunque martedì sera la Casa Bianca aveva ammesso che Osama bin Laden era disarmato e non aveva usato il corpo di una donna per farsene scudo, ieri mattina dall’ospedale di Rawalpindi la figlia dodicenne dello sceicco ha detto che suo padre è stato catturato vivo e poi ucciso a sangue freddo davanti ai suoi familiari. Osama inoltre non sarebbe stato raggiunto al terzo piano della villa-fortezza di Abbottabad al termine del blitz, ma abbattuto dagli incursori americani già nei primi momenti dell’assalto.
Quanto ai motivi della precipitosa uccisione, Panetta ha spiegato che i Navy Seals avevano l’incarico di arrestare Bin Laden «se avesse alzato le mani e si fosse arreso», ma poiché le circostanze erano quanto mai concitate e «non c’era molto tempo», gli incursori hanno sparato perché erano state fatte «mosse minacciose», sia pure senz’armi.
Anche la circostanza della presunta uccisione di una moglie di Bin Laden è stata corretta dalla Casa Bianca: la donna è stata solo ferita a una gamba. Una donna è stata effettivamente uccisa nel blitz, ma si tratterebbe di una familiare del “corriere” del capo di Al Qaida. Correggendo quanto dichiarato in precedenza dal Pentagono e della stessa Amministrazione, la Casa Bianca ha chiarito che nel blitz sono stati utilizzati solo due elicotteri e non quattro. Su questo è forse più precisa la rete tv Cbs, che spiega che su Abbottabad avrebbero volato due Blackhawk e due Chinook: sui Blackhawk c’erano i 25 uomini che hanno fisicamente portato a termine la missione, mentre sui due Chinook è stata trasportata quella che in termini tecnici viene definita «la forza di back up», pronta a entrare in azione nel caso in cui qualcosa vada storto.
Infine la ormai celebre foto della situation room. Obama e i suoi collaboratori non avrebbero visto in diretta l’uccisione di Bin Laden, perché c’è stata - riferisce lo stesso Panetta - un’interruzione di oltre 20 minuti nella trasmissione delle immagini dal Pakistan, risolta quando «Geronimo» era già stato ucciso.