Obama socialista? Spunta una registrazione imbarazzante

A otto giorni dal voto spunta un’intervista radiofonica del 2001 che lo espone a nuove critiche da parte dei repubblicani. Barack parla di "redristibuzione della ricchezza" e critica la Corte Suprema

nostro inviato a Pittsburgh

Ma Barack Obama è davvero socialista? La maggior parte degli elettori americani pensa di no e i sondaggi continuano a darlo largamente in testa. Ma da quando Joe l’idraulico lo ha costretto ad ammettere che «occorre distribuire la ricchezza» i repubblicani sono convinti di sì generosamente incoraggiati da McCain e dalla Palin, che nei comizi continuano a battere su questo tasto.

Da oggi hanno un argomento in più. Il sito internet Drudgereport ha ripesca un'intervista rilasciata nel 2001 dall’allora giovane senatore dell’Illinois alla radio pubblica di Chicago in cui definiva «una tragedia» la mancata «redistribuzione della ricchezza». Di più: la colpa era della «Corte Suprema non ha mai osato intervenire su questioni di giustizia politica ed economica» diceva Obama alla Chicago Public Radio WBEZ-FM, «e credo che questa sia stata una tragedia per il movimento per i diritti civili» che «trascurò le attività sul campo, politiche e di organizzazione della comunità necessarie a mettere insieme quei poteri attraverso i quali si opera un cambiamento redistributivo».

Sono parole pesanti, subito sminuite dalla staff del candidato democratico. «Trattasi di riflessioni che risalgono a sette anni fa e riferite a un particolare momento storico, ha dichiarato un portavoce, sostenendo «che non hanno nulla a che vedere con il piano economico presentato oggi dallo stesso Obama e rivolto alla classe media».

La strategia di Barack. Nelle ultime settimane è filato tutto liscio per Barack: la crisi economica lo ha agevolato enormemente, esaltando la necessità di un cambiamento di rotta rispetto agli otto ani di Bush. E’ il tasto su cui batte da sempre e che ieri ha evidenziato con forza in un discorso in Ohio. Ma Barack Obama è un «liberal» ovvero, secondo gli schemi americani, «uno di sinistra». E l’America continua ad essere un Paese maggioritariamente ostile all’ingerenza dello Stato nell’economia e nelle scelte dei cittadini. Fino ad oggi è riuscito a presentarsi come un moderato, nonostante Joe l’idraulico.  

L’ultima incognita. Ma se si diffonde il dubbio il suo margine rischia di erodersi rapidamente. Il sito Politico ha ammesso che i concetti del 2001 sono molto diversi rispetto a quelli espressi oggi. E non possono essere ignorati. John McCain farà di tutto affinché la maggior parte dei cittadini ne venga a conoscenza. Qual è il vero Obama? Quello del 2001 o quello di oggi? E dunque: ci si può fidare di lui? Alimentare i dubbi, questa la strategia dei repubblicani per scongiurare una sconfitta che persino Karl Rove, l’ex stratega di Bush e consigliere occulto di McCain, considera sempre più probabile.