Obama sotto accusa: rivelò segreti militari per farsi propaganda

New YorkTutti i segreti dei Navy Seals, i super-rambo che hanno ucciso Osama Bin Laden dopo un'azione incredibilmente spettacolare e rischiosa, rivelati con abbondanza di particolari e dettagli alla più famosa e pagata regista di Hollywood, Kathryn Bigelow, premio Oscar lo scorso anno con il film a tutta adrenalina sulla guerra in Irak: The hurt locker. È la pesante accusa lanciata ieri contro l'amministrazione Obama dal deputato repubblicano di New York Peter King, il quale è anche il temuto presidente della commissione parlamentare per la Sicurezza nazionale. Il motivo di tanta magnanimità di Obama e di alcuni suoi collaboratori verso la famosa regista è che la Bigelow sta preparando un film-kolossal pro-Obama sulla caccia e sull'uccisione di Bin Laden.
È quanto ha detto ieri senza giri di parole il congressman King, che chiede ora l'immediata apertura di un'inchiesta parlamentare per mettere sotto accusa chi, dalla Casa Bianca, sta giocando sulla pelle degli eroici Navy Seals rivelando informazioni militari top secret e classified. Informazioni segrete e delicate che metterebbero a rischio la vita di questi super-rambo e dei loro familiari, i quali sono tutti di stanza nella base navale di Norfolk, in Virginia.
La popolarità del presidente Obama è in caduta libera, soprattutto a causa della grave recessione economica che si protrae da tre anni, da quando si è insediato alla Casa Bianca. Il suo indice di gradimento è ai minimi storici, sotto il 47%. In questi tre anni di presidenza l'unico acuto, di risonanza mondiale e in stile spettacolare e patriottico, come piacciono agli yankee veri, è stato l'uccisione di Osama Bin Laden, il nemico numero uno degli Stati Uniti.
Obama è riuscito dove i due precedenti presidenti avevano fallito e ora ha una ghiotta occasione per giocarsela il prossimo anno, in autunno, poche settimane prima delle prossime elezioni presidenziali del 5 novembre: questa sarebbe l'accusa che il congressman King muove al presidente democratico e ai suoi stretti collaboratori. L'assist a Obama gli arriva dalla più famosa regista di Hollywood, la bellissima Bigelow, esperta in spettacolari film di guerra che ha in cantiere - guarda caso - un film che farà faville nei botteghini di tutto il mondo sulla «caccia e sull'uccisione di Bin Laden» nel suo rifugio pakistano.
«Il film uscirà poco prima delle elezioni presidenziali, che coincidenza, ma peggio, con tanti e troppi particolari rivelati per la buona riuscita del copione, la sicurezza dei Navy Seals e delle loro operazioni ad alto rischio è in serio pericolo», ha spiegato il deputato repubblicano in una intervista ieri alla rivista Politico.
Immediata è stata la replica del portavoce di Obama, Jim Carney, che ha bollato le parole del congressman King come «ridicole e fantasiose».
«Sono trascorsi più di 90 giorni dall'uccisione di Bin Laden ed è stato scritto e pubblicato di tutto su queste informazioni top secret; sono usciti in tutto il mondo fiumi di articoli, libri e innumerevoli documentari e ormai si conosce moltissimo sui fatti accaduti. Noi dalla Casa Bianca non abbiamo rivelato niente e non abbiamo aiutato nessuno a scrivere copioni di film», ha replicato il portavoce di Obama.
Anche la regista Bigelow, in un comunicato, ha smentito di aver ricevuto soffiate indirette dalla Casa Bianca. Ma il film - secondo le indiscrezioni da Hollywood - si annuncia molto pro-Obama e sarà uno spot pubblicitario che il presidente gradirà moltissimo poche settimane prima delle elezioni.
Da un problema all'altro: un'altra tegola mediatica ha investito ieri il presidente appena ha annunciato che, in piena crisi economica e con le Borse di tutto il mondo a picco, si prenderà 10 giorni di vacanza con tutta la famiglia sull'isola di Martha's Vineyard, un'oasi esclusiva nel Massachusetts per ricchissimi e miliardari dove una camera d'albergo in agosto costa mediamente 700-800 dollari. Le critiche per questa ennesima vacanza sono subito piovute dai repubblicani e da diversi network, come il canale finanziario Cnbc: «I vari leader come Sarkozy, Cameron e Berlusconi rientrano dalla vacanze per affrontare la crisi, Obama con 15 milioni di americani disoccupati va in vacanza», ha tuonato il famoso giornalista Jimmy Cramer.