Obama, svolta "verde": auto ecologiche dal 2011

Il presidente ordina all’agenzia
americana per la protezione dell’ambiente la revisione delle leggi dell’amministrazione
Bush in materia energetica. La California e altri 13 stati potranno fissare
standard più severi sui gas di scarico delle auto e sull’efficienza energetica

Washington - Come su Guantanamo, il neo presidente statunitense Barack Obama inverte la rotta di 180 gradi anche sul clima ordinando all’Environmental Protection Agency, l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente, la revisione delle leggi dell’amministrazione Bush in materia energetica. In questo modo la California e altri 13 stati dell’Unione sono autotizzati a fissare standard più severi sui gas di scarico delle automobili e sull’efficienza energetica.

"Serve coraggio" "È necessario avere il coraggio di apportare i cambiamenti necessari", in modo che sia "la politica stessa degli Stati Uniti a ridurre la dipendenza del Paese dal petrolio prodotto all’estero", ha detto Obama nel corso della conferenza stampa alla Casa Bianca indetta per annunciare la nuova linea sulle strategie energetiche.

Standard più rigidi Secondo Obama, il Governo di Washington deve lavorare con gli stati e non contro di loro sull’imposizione di standard più rigidi sulle emissioni delle auto e dei veicoli pesanti. Fino ad ora invece, mentre la California e altri stati si sono impegnati contro le emissioni nocive, "Washington ha intralciato la loro strada".

Più efficienza nei consumi Si va inoltre verso nuove linee guida sull’efficienza dei consumi per il settore auto, che dovrebbero entrare in vigore già per la produzione dei modelli del 2011. La legge approvata dal Congresso nel 2007 fissa come obiettivo il 2020 per applicare gli standard di efficienza allora fissati per le auto, che dovrebbero arrivare a percorre 35 miglia per gallone (14,8 chilometri con un litro), il 40 per cento in più rispetto ai valori attuali. "Voglio essere chiaro - ha detto Obama -. L’obiettivo non è mettere ulteriore pressione sull’industria automobilistica già in difficoltà, ma aiutare il settore a prepararsi per il futuro". A testimonianza del grande rilievo che l’amministrazione Obama intende dare alle politiche ambientali, il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha scelto Todd Stern come inviato speciale per i cambiamenti climatici.

Meno dipendenza dal petrolio "La linea della mia amministrazione sarà ridurre la dipendenza dal petrolio prodotto all’estero, dando vita a una nuova politica energetica che contribuirà a creare milioni di posti di lavoro". Il Clean Air Act, la legge sulle emissioni nocive siglata nel 1963 e quindi emendata successivamente nel 1970, 1977 e 1990, dà alla California l’autorità speciale di regolamentare gli standard sulle emissioni dei gas di scarico delle auto perché la legge dello stato è precedente a quella federale. Tuttavia, occorre comunque una deroga speciale federale che, se arrivasse, consentirebbe ad altri stati dell’Unione di adottare gli stessi standard fissati in California. Nel 2007, l’amministrazione Bush negò l’autorizzazione, assecondando le richieste arrivate dal settore auto e nonostante l’opposizione dei democratici e di molti gruppi ambientalisti. Secondo Obama il Governo di Washington deve lavorare con gli stati e non contro di loro sull’imposizione di standard più rigidi sulle emissioni delle auto e dei veicoli pesanti.

Regolamento transitorio Fino ad ora invece, mentre la California e altri stati si sono impegnati contro le emissioni nocive, "Washington ha intralciato la loro strada". Per evitare di perdere un altro anno Obama ha chiesto al dipartimento di preparare un regolamento transitorio al più presto, appunto in modo che le case auto abbiamo il tempo riorganizzare la produzione per le auto in vendita dal 2011.

Non ostacolare la scienza "Anno dopo anno, decennio dopo decennio, si è scelto di posticipare le decisioni anziché agire in modo netto", ha detto Obama, sottolineando che "un’ideologia rigida ha ostacolato la scienza. Gli interessi di qualcuno hanno oscurato il buonsenso. La retorica ha impedito il lavoro che porta ai risultati e i nostri leader hanno alzato la voce solo quando i prezzi energetici salivano".  

Rilancio dell'economia Obama torna a invocare una rapida approvazione del piano di stimolo all’economia da 825 miliardi di dollari, sostenendo che, nella situazione in cui si trovano gli Stati Uniti, "non possiamo permetterci distrazioni o ritardi". In un incontro con i giornalisti, il presidente americano ha sottolineato come il governo debba agire con "un senso di urgenza" e con un "obiettivo comune" nei confronti di "ogni cittadino". Quindi, in un riferimento all’ultima ondata di licenziamenti annunciata nelle ultime ore da varie società americane, Obama ha rivolto un pensiero a tutti quegli uomini e a tutte quelle donne rimasti senza lavoro dei quali "vengono interrotti i sogni e le cui famiglie vengono sconvolte".