Gli obbligazionisti ricorrono, Bondi resta

Dovrà dirimere il contenzioso legale, avendo proposto il concordato di cui si chiede l’annullamento

da Milano

Il commissario straordinario uscente di Parmalat Enrico Bondi resterà a Collecchio in qualità di amministratore straordinario per dirimere il contenzioso legale avviato da un gruppo di obbligazionisti che lo ha citato dinanzi alla Corte di appello di Bologna. Gli obbligazionisti hanno impugnato la sentenza di omologa del concordato, chiedendone la riforma e l’annullamento del concordato stesso. La notizia del ricorso è stata data dallo stesso gruppo di Collecchio: nella nota, la società ricorda anche che, ai sensi della legge Marzano, la sentenza che approva il concordato è provvisoriamente esecutiva e la sua impugnazione non ne sospende l'efficacia.
E proprio in base alla legge Marzano - viene spiegato da diversi legali che analizzano la procedura - Enrico Bondi dovrà rimanere a Collecchio, fino alla risoluzione del contenzioso e sia pure limitatamente a quello specifico compito. Nel frattempo, i programmi della società non cambiano e si andrà avanti con l'assemblea dei soci che dovrà eleggere il consiglio d’amministrazione.
Infatti la normativa Marzano, sulla scia di quella fallimentare, prevede che, in caso di impugnazione della decisione del giudice da parte dei creditori (come appunto il gruppo di obbligazionisti che ha inoltrato ricorso), pur decadendo la fase di amministrazione straordinaria, l'amministratore debba restare in qualità di commissario straordinario proprio per sciogliere quel contenzioso che lo riguarda, avendo egli proposto il concordato.
A quanto si intuisce, la nuova Parmalat quindi farà normalmente l'assemblea del 7 novembre per poi eleggere il consiglio di amministrazione che, come da programma, eleggerà presidente e amministratore delegato. Ma Enrico Bondi dovrà restare a Collecchio per dirimere la controversia legale.
Riguardo a coloro che hanno votato il concordato, nessun problema, perché - viene spiegato da fonti del tribunale civile di Parma - la normativa prevede che i ricorsi non possano sospendere l'efficacia esecutiva del provvedimento, finchè non sia sciolto il contenzioso che lo riguarda.
Ieri pomeriggio, intanto, Enrico Bondi ha incontrato il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola. Il colloquio al dicastero di via Veneto è durato poco meno di un'ora e nessuno dei due partecipanti ha rilasciato dichiarazioni. A Piazza Affari il titolo Parmalat ha rialzato la testa, chiudendo in rialzo dell’1,59% a 2,30 euro, dopo una settimana difficile in cui il titolo ha perso poco meno del 12 per cento. A preoccupare sono le voci, peraltro smentite, di una possibile opa in vista, al ribasso, da parte di Granarolo.