Obbligo degli aggiornamenti catastali

Per rimanere sempre in tema di aggiornamento delle categorie catastali in forza della legge Finanziaria 2005, che molto ha scosso il comune cittadino, riteniamo utile partecipare il lettore della nostra opinione che, come tale, non costituisce riferimento certo, ma un buon supporto interpretativo. Prima di procedere a qualsivoglia considerazione è bene rileggere il testo dell'ormai noto comma 336 della legge Finanziaria dello scorso anno:
«I Comuni, constatata la presenza di immobili di proprietà privata non dichiarati in catasto ovvero la sussistenza di situazioni di fatto non più coerenti con i classamenti catastali per intervenute variazioni edilizie ... ... richiedono ai titolari di diritti reali sulle unità immobiliari interessate la presentazione di atti di aggiornamento ... ... La richiesta ... è notificata ai soggetti interessati e comunicata ... agli Uffici Provinciali dell'Agenzia del Territorio».
A nostro parere i contenuti del comma 336 dovrebbero avere l'unico obiettivo di perseguire coloro che, a fronte della presentazione di un progetto edilizio e quindi della relativa esecuzione dei lavori, non hanno provveduto al conseguente aggiornamento catastale che in oggi è obbligatorio presentare unitamente alla fine dei lavori.
La Circolare n. 10 del 04.08.2006 della Direzione Centrale dell'Agenzia del Territorio sembra però chiedere che, per l'introduzione di un nuovo impianto (ascensore, riscaldamento, etc.), si debba necessariamente procedere alla presentazione di una pratica di aggiornamento con conseguente aumento dei relativi valori di classamento. Ciò potrebbe essere, in linea di principio, corretto se non fosse che, per tutti questi anni, ovvero dall'impianto catastale del 1939, si è operato in modo differente tenendo conto dei valori di una realtà che non può essere in oggi disattesa.
Solo a titolo di esempio basta osservare che nella predisposizione delle pratiche di accatastamento e/o di aggiornamento catastale, la procedura informatica non dà alcun peso all'indicazione relativa alla presenza dell'impianto di ascensore, piuttosto che a quello dell'impianto di riscaldamento (i campi descrittivi da compilare infatti non sono obbligatori) che quindi non vengono tenuti in considerazione nell'attribuzione del relativo classamento e quindi nel calcolo della relativa rendita.
Non dobbiamo dimenticarci del concetto sempre attuale del principio dell'«ordinatorietà» in base al quale deve essere calcolata la rendita catastale di ciascuna unità immobiliare che prescinde dall'esecuzione di interventi migliorativi la cui durata nel tempo è limitata (come ad esempio l'introduzione di un impianto autonomo) e quindi non costituisce alcun elemento per l'incremento di valore di un immobile.
La Circolare n. 1 di quest'anno dell'Agenzia del Territorio, ha recepito le istanze formulate da alcuni politici locali in tema di snellimento e facilitazione delle procedure di accatastamento. Tale circolare prevede la possibilità di non procedere alla presentazione di nuova planimetria catastale in taluni casi ovvero per talune variazioni e consente di riutilizzare la rappresentazione grafica dell'immobile già depositata agli atti del catasto urbano.
In questi casi la disposizione precisa che l'utilizzo della planimetria già esistente comporta comunque (il programma informatico lo richiede) la vettorizzazione dei perimetri e quindi il calcolo informatico delle diverse superfici. Ciò ovviamente costituisce un minor impegno per l'attività del tecnico professionista che non dovrà più provvedere al rilievo diretto dell'unità immobiliare.
L'utilizzo della planimetria già esistente agli atti favorisce senza dubbio il contribuente che deve però essere informato dell'approssimazione delle informazioni metriche introdotte in banca dati (superfici), poiché desunti da supporti documentali e che peraltro un domani dovranno costituire l'elemento principale su cui pagare le tasse.
In conclusione, vanno oltretutto ricordati i riflessi conseguenti alla presentazione della denuncia di aggiornamento che comporta la conseguente regolarizzazione dell'immobile sotto il profilo edilizio con l'applicazione delle relative sanzioni a seconda dei casi.