Obbligo di denuncia per chi ospita in casa extracomunitari

L'ordinanza del Comune di Arcade vuole evitare il fenomeno dei criminali pendolari e prevede, tra le sanzioni, la confisca dell'abitazione

Treviso - Come usa dire il prosindaco più amato dai trevigiani, Giancarlo Gentilini, nella Marca gli immigrati sono integrati alla perfezione. E, al di là delle dichiarazioni colorite dell’amministratore leghista («Vestiamoli da leprotti così possiamo prendere la mira e fare pim pim col fucile»), gli extracomunitari in regola qui se la passano benissimo, con tutte le preoccupazioni per il futuro legate alla crisi e al rischio occupazionale. Uno dei motivi, probabilmente, è proprio l’inflessibilità usata nei confronti di chi regolare non è. Ed è per questo che Domenico Presti, sindaco di Arcade (Treviso), poco più di quattromila abitanti, ha emesso un’ordinanza che impone la segnalazione obbligatoria degli ospiti stranieri.
L’ispirazione pratica gli è venuta da un’ordinaria operazione di controllo eseguita dai vigili del paese. «Hanno pescato per caso un albanese clandestino - ha spiegato il sindaco - ed è venuto fuori che, pur non avendo i documenti in regola, abitava da tempo ad Arcade, ospite di un residente con tutte le carte in regola. Siccome sospettiamo che i casi del genere siano diversi, abbiamo deciso di rafforzare i controlli con quest’obbligo di segnalazione peraltro già sancito dalla normativa nazionale».
Sarà un caso, ma l’entrata in vigore di quest’ordinanza è datata 20 dicembre, alcune settimane dopo la scomparsa di Yara da Brembate di Sopra, a Bergamo. Il sospetto di avere in paese delle persone non registrate, e quindi non conosciute, con la propensione al crimine, ha spinto Presti ad agire in maniera concreta. Lui ce l’ha in particolare con quelli che definisce criminali pendolari, quelli che vengono da queste parti con l’unico scopo di delinquere, trovando ospitalità da amici o conoscenti. «A chiunque ospiti cittadini stranieri (extracomunitari), in alloggi di propria pertinenza (in proprietà, in usufrutto o uso, in affitto, ecc.) o di propria residenza - recita il testo dell’ordinanza - è fatto obbligo di presentare ai competenti uffici comunali, comunicazione di ospitalità, entro 48 ore».
Per i comunitari, invece, «è fatto obbligo di presentare la comunicazione di ospitalità qualora il periodo in questione sia superiore a trenta giorni, anche non consecutivi, nell'anno solare».
C’è un mese di tempo per presentare ricorso con questa ordinanza e qualche accusa di razzismo è già echeggiata. Presti tira dritto ed è assolutamente convinto che questa iniziativa sia perfettamente conforme con i dettami della normativa nazionale. Di più, seguendo l’assioma-Gentilini, il sindaco di Arcade ha spiegato al Gazzettino che «l'ordinanza tutela gli stranieri che sono in regola, i quali non hanno nulla da temere. Le forze dell'ordine grazie alle comunicazioni di ospitalità velocizzeranno le indagini. Invito ai miei colleghi sindaci ad adottare misure simili per il controllo del territorio». Solo chi si nasconde ha da temere qualcosa, insieme a chi li ospita senza fare segnalazioni: tra le sanzioni è previsto pure il sequestro dell’abitazione "clandestina".