«Obesità e sovrappeso sono problemi seri Quel reality è nocivo»

Mimmo Locasciulli, cantautore e nutrizionista, condanna «The Biggest Loser», in onda su Sky Vivo

Cinzia Romani

da Roma

Alla ripresa d'autunno non aumentano soltanto le bollette, ma anche alcuni girovita del dopo vacanze. Tra vizi e sfizi ci si potrebbe ritrovare con qualche massa in più e neanche a farlo apposta il piccolo schermo rimanda all'ossessione tipica di un anno intero: come perdere peso? Su Sky Vivo, infatti, tiene banco The Biggest Loser, lo show che segue dodici concorrenti alle prese con le diete e con varie trappole golose (ognuno di essi può contare su un frigorifero personalizzato, farcito con le vivande preferite). E sembra proprio non ci sia scampo, visto che nel cosiddetto «reality dei ciccioni» vince chi dimagrisce di più, ottenendo un cospicuo premio il più grosso dei perdenti (massa grassa, s'intende). In tanta lotta all'obesità, vera mania occidentale contemporanea, nel frattempo emerge un dottore, una persona semplice e severa che corrisponde al nome di Mimmo Locasciulli, un abruzzese (di Penne) classe 1949 al quale vanno ascritti differenti meriti. Perché ce ne voleva, di tocco magico, per trasformare il ministro della Famiglia Rosy Bindi in una quasi silfide dall'aria ragazzesca: dieci chili in dieci settimane di giusti nutrimenti. Per tacere del primo cittadino di Roma, quel Walter Veltroni anche lui più ragazzo, dopo aver ascoltato i consigli di Mimmo Locasciulli, tra l'altro personaggio storico del panorama musicale italiano. È che rocker e dietologo è bello e si può, come ci spiega, con la rocciosa calma dei medici d'una volta, il cantautore amico di Venditti e De Gregori.
Caro Locasciulli, da nutrizionista e non da dietologo, come tiene a precisare, che cosa pensa del programma The Biggest Loser, del quale le ho spiegato gli intenti, visto che, in tivù, non guarda programmi del genere?
«Naturalmente il mio giudizio su tali programmi è di netta censura».
Perché così severo?
«Già di per sé il reality show rappresenta una aberrante falsificazione della realtà, data in pasto a un pubblico plasmato e addomesticato a non vivere una propria quotidianità e a trasferire nella propria vita le vicende di vite altrui. Il fatto, poi, di mortificare a livello di basso spettacolo un problema serio e globale come il sovrappeso e l'obesità mi desta sentimenti di disapprovazione totale».
Questo tipo di programma, insomma, non aiuta a tutelare il nostro bene primario, la salute?
«Certamente programmi del genere non portano a un livello di giusta e necessaria conoscenza del problema».
Nella civiltà occidentale l'incubo della forma fisica a tutti i costi rischia di condurre all'omologazione? Dietro la fissa del fitness, infatti, c'è un vorticoso giro d'affari...
«È indubbiamente vero: dalle case produttrici di farmaci, integratori e rimedi alle palestre, ai centri estetici, ai falsi profeti del facile successo, tutti lucrano su questo immenso problema. È ancora più grave che si sia operato, in termini di media, per togliere al pubblico una pur minima capacità critica. Gli organi di informazione e le televisioni commerciali hanno questa enorme responsabilità».
La gente di spettacolo, che lei conosce bene, anche per via della doppia carriera di cantautore-produttore e di dirigente del reparto di Day Hospital chirurgico al Santo Spirito di Roma, dove spesso approdano vip in cerca di forma fisica, le sembra particolarmente maniacale, nella cura di sé?
«Fortunatamente conosco gente di spettacolo che controlla la propria forma fisica in maniera composta, non maniacale. Ad alcuni rimprovero il ricorso troppo frequente alle "soluzioni di emergenza", costituite dai famosi "centri del benessere", che spesso contribuiscono a diffondere il falso messaggio della soluzione prêt-à-porter, facile e comoda, per questo tipo di problema».
È sulla scena dal 1975, quando al «Folkstudio» di Roma muoveva i primi passi, insieme ad Antonello Venditti e Francesco De Gregori e adesso, dopo aver messo a stecchetto mezzo Montecitorio, si divide tra una trentina di concerti l'anno e il controllo della bilancia. Come fa?
«È solo questione di organizzazione. Il mio tempo libero lo passo con la musica, il resto è lavoro».
Quali consigli si sente di dare a chi, dopo le vacanze, scopre d'essere ingrassato?
«Il consiglio che può dare ogni medico di buon senso: non lasciarsi ingannare da quello che scrivono le varie rubriche dei magazine, o da quello che ascoltano nelle trasmissioni di intrattenimento televisivo. Il sovrappeso è l'anticamera dell'obesità e rappresenta quindi un rischio di malattia. Ogni approccio dev'essere puntellato dalla conoscenza e dalla coscienza medica. La cultura del consumismo va nella direzione opposta a quella di un risultato clinico soddisfacente. Gli animali, non quelli domestici, non ingrassano mai. Essi semplicemente "si nutrono". Gli uomini, invece, "mangiano"».