«Obiettivo: un’aggregazione amichevole»

Nessun nome di potenziali partner. La Borsa scommette su Lodi

Massimo Restelli

da Milano

C’è un’aggregazione «amichevole» tra gli obiettivi di Banca Popolare di Milano, che conta di archiviare l’anno in corso con profitti in crescita del 20-30 per cento. Il piano triennale al 2009 sarà pronto in estate, ma il presidente Roberto Mazzotta ha prenotato un posto nel riassetto del sistema bancario italiano. La strategia di Bpm è unirsi ad altre popolari senza però dare corso ad acquisizioni o a «costosissime Opa», ha precisato il banchiere che per primo aveva sostenuto l’idea di costruire una «Superpopolare» del Nord.
«Abbiamo lanciato il seme due anni fa in mezzo all’incredulità dei contadini. Ora la pianta sta crescendo», ha proseguito Mazzotta ricorrendo a un’immagine agreste, anche se per il «raccolto ci vuole la stagione giusta». Al momento, quindi, non c’è nulla di concreto né è possibile prevedere «una tempistica» ma «i conti sono in ordine» per procedere. Bpm «non metterà le mani nelle tasche degli azionisti» ha proseguito Mazzotta rivendicando il risanamento effettuato in questi ultimi anni.
È «altamente probabile» che si studino aggregazioni tra le Popolari che hanno in comune forma cooperativa, profili industriali e che sono «banche al dettaglio con radicamento in zone non sovrapposte». Da fine conoscitore dei delicati equilibri del sistema, il presidente di Bpm sorvola sui potenziali partner, non cita Popolare Italiana ma è indubbio che aggregare la ex Bipielle permetterebbe al gruppo un significativo salto dimensionale proprio in direzione di quel progetto di «Superpopolare» a lungo accarezzato. O almeno di questo è persuasa Piazza Affari (più 1,14% il titolo in chiusura), dove si inseguono le voci dell’interesse verso Bpi.
Poche ore prima di essere escluso dalla partita, Mazzotta ha anche giocato l’ultima carta verso Intra sottolineando il valore industriale della propria proposta. Piano che, poggiando su una fusione tra la controllata Banca di Legnano e il gruppo piemontese, avrebbe creato «un soggetto di 200 sportelli» molto forte nella zona del Lago Maggiore e che avrebbe avuto il «supporto» di Bpm. Il gruppo di Piazza Meda stima per quest’anno un risultato operativo in miglioramento del 15-20% (più 5% la raccolta e più 12% gli impieghi). L’utile netto salirà, invece, del 20-30% (259 milioni il risultato 2005), complice la cessione di alcune quote di Bipiemme Vita a FonSai con cui è stato firmato un accordo di bancassicurazione. Popolare Milano, che ha anche acquisito una quota in Pitagora (società finanziaria specializzata nei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio) crescerà rispettando il piano industriale e i dividendi avranno «una crescita lineare anno dopo anno», ha concluso Mazzotta. Mentre il direttore generale Fabrizio Viola ha detto che il primi tre mesi sono «in linea con le aspettative».