Obiettivo: salvare Malpensa Ma resta il nodo alleanze

da Roma

Tornare a crescere senza rinunciare a uno dei due hub. questo è l’ambizioso progetto che Ap Holding di Carlo Toto ha disegnato per Alitalia, forte dell’appoggio di quattro colossi bancari come Intesa Sanpaolo, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Nomura.
L’impresa appare ardua, ma non irrealizzabile. L’obiettivo del patron di Air One è riconquistare la leadership sul mercato domestico in virtù dell’integrazione tra i primi due vettori nazionali. Il rafforzamento in Italia dovrebbe andare di pari passo con il risanamento dei conti della Magliana. Il piano di investimenti da 4 miliardi e l’ammodernamento della flotta di medio raggio rappresentano il punto di forza dell’offerta di Air One, insieme a quel mantenimento dell’italianità che piace tanto anche al mondo politico.
L’attenzione nei confronti di tutte le sfaccettature del mondo Alitalia, dal management alla manutenzione, potrebbe rappresentare il vantaggio competitivo con il quale presentarsi ai sindacati con i quali bisognerà trattare i necessari tagli (2.500 quelli previsti). Idem per la salvaguardia di Fiumicino e di Malpensa.
Restano tuttavia sul tavolo due punti critici legati alla presenza sul mercato internazionale. Il «piano Prato», che Air One non sconfessa del tutto, metteva in evidenza la difficoltà del «posizionamento autonomo» della compagnia. Toto & C. intendono invece sostenere la sfida competitiva sulle rotte internazionali e sviluppare partnership «al momento più opportuno». La tempistica, quindi, sarà un fattore determinante. Così come decisivo sarà il peso della partnership Air One-Lufthansa che potrebbe determinare qualche contenzioso con sky Team, l’alleanza della quale Alitalia fa parte.