«Obiezione di coscienza al Galliera»

Mentre al centrosinistra in Regione riesce il miracolo di unire le firme di Margherita e Rifondazione comunista in calce a un documento comune sulla pillola Ru 486, l’Arcivescovo Tarcisio bertone rivendica il diritto «all’obiezione di coscienza» sull’opportunità di proseguire l’attività di fecondazione assistita all’ospedale Galliera di cui è presidente. Il consiglio regionale si esprimerà oggi sulla questione. E oggi il pensiero del cardinale verrà pubblicato dal settimanale cattolico «Il cittadino». «La riflessione deve continuare - scrive Bertone - Per parte mia, so bene distinguere le leggi morali e le leggi dello Stato e conosco perfettamente gli obblighi di un ospedale pubblico; ma ricordo che la legge dello Stato riconosce legittima anche l’obiezione di coscienza». Ogni decisione verrà presa da consiglio di amministrazione e comitato scientifico sentito il comitato etico, assicura. «Ma non posso non precisare che nessun presidente dell’ospedale ha autorizzato l’apertura di un reparto di fecondazione artificiale». Se mai, «nessuno dei miei predecessori avrebbe avuto difficoltà ad autorizzare un centro che studiasse le cause di sterilità e individuasse le possibili strategie terapeutiche, come fa esemplarmente da anni il Centro di studi per la regolazione naturale della fertilità» del Policlinico Gemelli di Roma. Del resto, sottolinea, «sono da tenere presenti le riserve scientifiche circa le tecniche di fecondazione assistita comunemente in uso». Il cardinale si dice poi a favore di un regolamento della Regione per l’autorizzazione delle strutture pubbliche e private che erogano prestazioni di procreazione assistita, e annuncia che sta acquisendo «pareri sulla cosiddetta procreatica, sul potere di decisione del presidente del Galliera e sulla natura dell’ente stesso, come pure sulla necessità di studiare e curare in modo interdisciplinare l'infertilità della coppia».