Obliteratrice rotta Ma il controllore multa senza pietà

Si può contestare la sanzione soltanto dopo averla pagata

Luciana, 26 anni milanese, sabato scorso torna verso casa da una serata con amici in zona Famagosta. Mezzanotte e mezza, sale sull'autobus 95 in direzione Giambellino. A bordo c'è una squadra di controllori Atm, e nemmeno un italiano. Prima di accomodarsi prova a obliterare la tessera magnetica comprata quella mattina, che le «darebbe» diritto a dieci viaggi dieci. Il condizionale è d'obbligo: infatti, quando prova a inserire il biglietto nella macchinetta, questa lo rifiuta e non lo convalida. «E va bene, ho pensato, non dipende da me - racconta Luciana - l'importante è che non ne sono sprovvista». Ragionamento ineccepibile, ma non per il controllore. «È venuto dritto da me, senza verificare gli altri passeggeri. Mi ha chiesto di favorire il biglietto, ha notato che mancava l'obliterazione: ha messo mano al blocchetto dei verbali per la contravvenzione. Mi dice, inflessibile: “Nel caso la può contestare, comunque dopo averla pagata”». La ragazza ha protestato: «“Ma come? - ho detto -. Non controllate le altre persone che sono sul mezzo (senza biglietto, ovvio) e ve la prendete con l'unica milanese a bordo?”. Alla fine il dipendente Atm mi ha dato ragione, sfogandosi: “Siamo in minoranza e in pericolo, noi controllori incapaci di difenderci, davanti a un esercito di irregolari, quasi sempre stranieri. Meglio non fare mosse azzardate”». Una vicenda nel suo piccolo emblematica, che alla questione della sicurezza accosta il problema dei nuovi tagliandi, troppo spesso soggetti a mancato funzionamento per difetti tecnici delle obliteratrici o facile usura della banda magnetica. Dispositivi che sì hanno permesso di abbattere il numero di clandestini soprattutto in metrò, ma sembra abbiano fatto crescere i ricorsi per verbali ingiusti. «Ed è capitato pure che vengano misteriosamente venduti già segnati», riferiscono le associazioni dei consumatori.