Con gli occhi di Puhlmann la moda è meno patinata

In mostra fino al 31 luglio quarantuno anni di carriera del fotografo tedesco che sapeva «domare» le star

Igor Principe

Nei suoi scatti, la moda appare per ciò che è: un fatto della vita. Normale come lo è scegliersi l'abito al mattino. E, proprio per questo, si mostra in quelle immagini come un fatto più interessante e suggestivo di ciò che della moda, alla fine, è il contorno: la sfilata, il servizio fotografico ambientato ad hoc, le top model che straripano dalle pagine dei magazine (ma non dai loro vestiti).
Rico Puhlmann, sia con la matita che a colpi di obiettivo, non illustrava la moda. La raccontava, lasciando trasparire tutto il suo amore per un mondo che, visto con i suoi occhi, si liberava della patina dietro la quale molto di esso appare finto. Così diventava vero e naturale, come quella donna che indossa un abito elegante nella nebbia di San Francisco, sullo sfondo del Golden Gate. Una verità che non manca di intrecciarsi al glamour, ingrediente indispensabile di quel mondo, e che non viene mai meno lungo la sequenza di immagini esposte alla Galleria Carla Sozzani fino al 31 luglio (corso Como 10).
«Rico Puhlmann. Immagini e disegni: 1955-1996» è la tappa italiana di una mostra itinerante curata dal Fashion Institute of Technology di New York, in collaborazione con il musée de l'Elysée di Losanna. Quarantuno anni di carriera artistica cominciata con l'idea di fare l'attore e felicemente proseguita come illustratore e fotografo. Dagli schizzi per le riviste di moda nella Germania che rinasce dalla guerra (Puhlmann è nato a Berlino nel 1934) il passo alla fotografia è breve, e targato Parigi. È il 1958, infatti, quando Vogue Francia decide di pubblicare una sua immagine, dando il via a una collaborazione che non si fermerà se non con la morte del fotografo, avvenuta nel 1996 in un incidente aereo con la compagnia Twa.
Gentile e affabile, Puhlmann ha la capacità di domare gli irrequieti protagonisti dello star system. Mick Jagger, Mel Gibson, Isabella Rossellini o Cindy Crawford passano sotto il suo obiettivo in una luce tutt'altro che eccessiva, e che pure nulla toglie al suddetto glamour. Merito, forse, dei soggiorni, dei caffè e delle strade in cui Puhlmann li fotografa, facendo emergere gli abiti più che i volti.
La raccolta in esposizione è la più completa selezione di scatti del fotografo tedesco mai realizzata , e va dalla Berlino degli anni Cinquanta alla New York dei Novanta. Nel catalogo, ai testi dello storico della fotografia William A.Ewing si aggiungono le note dell'illustratore Adelheid Rasche.