Occhi puntati su Bpi e Unipol

Lodi potrebbe cedere le azioni della banca padovana, Consorte aspetta l’ok di Consob e Isvap

Felice Manti

da Milano

Sarà il mercato a decidere vincitori e vinti della battaglia politico-giudiziaria in corso. A Piazza Affari gli occhi degli investitori sono puntati sui titoli delle società coinvolte a vario titolo nei due risiko bancari in corso.
Caso Antonveneta: le sorti della banca padovana, il cui titolo riparte dai 25,27 euro, sono sempre più nelle mani di Abn Amro, che aspetta un segnale dai nuovi vertici di Bpi. La sensazione è che alla fine la ex Lodi, risalita a quota 8,2 euro, dovrà cedere le azioni Antonveneta in suo possesso, per non compromettere definitivamente i suoi ratios patrimoniali e per cercare di risalire in Borsa. A comprare potrebbe essere la stessa banca olandese, ma si è parlato anche di Banca Intesa e di Deutsche Bank.
Caso Bnl.Il titolo Bnl, che venerdì ha chiuso piatto a 2,66 euro, è destinato ad allinearsi a 2,7 euro, il prezzo dell’Opa lanciata da Unipol (che riparte da quota 2,95 euro). Sulla scalata della banca romana da parte della compagnia assicurativa pende ancora qualche interrogativo, relativo alle autorizzazioni richieste a Bankitalia, Consob e Isvap.
Rcs e galassia del Nord. Il titolo della società editoriale ha un prezzo teoricamente appetibile, poco più di 6 euro(il 10% in meno rispetto ai giorni scorsi). Ricucci però non può operare in Borsa fino alla metà di settembre e nessuno dei soci del patto sarebbe disposto a cedere quote di Rcs. Mediobanca (15,17 euro) e Generali (26,19 euro) potrebbero riprendersi parte delle perdite accusate dopo i provvedimenti giudiziari decisi dal Tribunale di Milano. Occhi puntati anche su Telecom Italia, dopo lo scivolone di venerdì (-1,15% a 2,65 euro) legato alla possibile uscita nel 2006 del finanziere Emilio Gnutti dalla controllante Olimpia.