Occhi puntati sulla South Carolina: la governatrice sta con Romney

Secondo un sondaggio del <em>New York Times</em> il candidato mormone è in vantaggio con il 32% dei consensi, seguito da Gingrich (24%) e Santorum (20%). Ma la battaglia in questo stato tradizionalmente conservatore è più che mai aperta. La governatrice, Nikki Haley, eletta nel 2010 grazie al sostegno del Tea Party, appoggia Romney. Ma il movimento l'ha bollata come "traditrice". Intanto in tv è già partita la sfida a colpi di spot milionari

Archiviato il capitolo New Hampshire (guarda tutti i risultati) la grande corsa delle primarie repubblicane guarda già alla prossima tappa, la South Carolina. Si voterà il 21 gennaio ma la campagna elettorale impazza già. Per Mitt Romney, il vincitore dei primi due "scontri", in Iowa e New Hampshire, sarà la sfida decisiva. Se dovesse vincere di nuovo metterebbe una seria ipoteca per la nomination. Ma possiamo considerare già finite le primarie? In altre parole, Romney ha già vinto? Secondo un sondaggio pubblicato dal New York Times il candidato mormone ha il 32% in South Carolina, seguito da Newt Gingrich con il 24% e poi Rick Santorum con il 20%. Dunque, visto che mancano ancora un po' di giorni, e considerato che il distacco non è così grande, tutto può succedere...

Romney parla già da candidato

Impostosi di misura in Iowa (ha vinto con uno scarto di soli otto voti), dopo aver messo a segno la doppietta del New Hampshire (39% di preferenze) Romney è apparso insolitamente aggressivo. Sapientemente ha indirizzato la sua rabbia nella giusta direzione, rivolgendola contro Obama. Con al fianco la moglie e i cinque figli, l’ex governatore del Massachusetts si è scagliato a testa bassa contro il presidente, ben sapendo che Obama tuttora lo precede nei sondaggi con discreto margine, sia pure assottigliato rispetto a un mese fa. Romney ha accusato il presidente di voler cercare d’imporre agli Stati Uniti un modello estraneo, trasformandoli "dalle fondamenta" in una "società basata sui diritti acquisti, in pieno stile europeo", e ha quindi aggiunto in tono sarcastico: "Questo presidente prende ispirazione dalle capitali d’Europa. Noi invece guardiamo alle città e alle piccole località d’America". E ancora: "Obama vuole mettere sotto processo la libera impresa. Sotto il profilo internazionale, ha adottato una strategia di arrendevolezza. Crede che il ruolo dell’America come guida nel mondo appartenga al passato. Io per contro sono convinto che un’America forte debba guidare l’avvenire, e così sarà".

Le incognite della South Carolina

Dieci giorni di campagna elettorale per chiudere la partita nel "Palmetto State" (Stato della palma). Romney sa bene che la South Carolina è la sfida decisiva per il futuro della sua candidatura. Se riuscirà a superare i dubbi e le resistenze tra evangelici e ultra conservatori del Tea Party, vero zoccolo duro dell’elettorato repubblicano nello stato del sud, chiuderà in appena tre tappe la partita. Ma l'impresa non è facile, visto che Romney deve far dimenticare il proprio passato politico, fatto di scelte a sostegno all’aborto e una riforma sanitaria, nel Massachusetts, che per certi versi ha ispirato quella di Obama. Tutte "colpe" gravissime che, finora, la destra cristiana e ultra conservatrice non sembrano avergli perdonato. Ecco perché in Iowa Santorum in Iowa ha fatto così bene, fermandosi ad appena otto voti di distacco da Romney. L'italoamericano nel New Hampshire non è andato oltre il 10%, ma conta di fare meglio, molto meglio, nello stato del Sud, perché piace agli evangelici ed è nemico giurato dell’aborto e dei matrimoni gay.  Romney si rende conto di questo suo tallone d'Achille, ma confida nel fatto che gli evangelici, e più in generale la destra repubblicana, non è unita.

Battaglia a colpi di spot

C'è un altro candidato molto amato dalla destra, Newt Gingrich, l'ex speaker della Camera e autore del Contratto con l'America (1994). Pur essendo al terzo matrimonio punta molto sui valori tradizionali, come la famiglia, e cerca voti nella destra evangelica. Darà molto filo da torcere a Romney grazie anche ai cinque milioni di dollari arrivati a sorpresa a un Super Pac (comitato elettorale) che lo appoggia, gentilmente donati da un miliardario, Sheldon Adelson. Gingrich ha già lanciato una durissima offensiva contro Romney con uno spot in tv che dura 28 minuti dove viene preso di mira il passato di spregiudicato manager di Romney alla Bain Capital.

La governatrice sostiene Romney

Romney nella South Carolina gode dell'appoggio di Nikki Haley, la governatrice dello Stato. Quarant'anni, la Haley è figlia di immigrati indiani: i suoi genitori provengono da Amritsar (Punjab). E' stata eletta nel 2010 grazie al fondamentale apporto del Tea Party. A dicembre ha dato il proprio endorsement a Romney. Molti "tea-partigiani", per questo, l'hanno bollata come traditrice. Questa giovane donna di origine indiana potrebbe essere decisiva per la vittoria di Romney...