Gli occhi tristi



Le labbra inaridite, gli occhi tristi
nel lume fioco della stanza, al vetro
della sera t’attendo. Vivi, esisti
ma lontana, di freddo, eppure dietro

la tua nuca d’un soffio la mia mano
- io la ricordo, un soffio - a dirti amore
quasi svaniva, nevicava piano
l’azzurro d’ogni cosa, sul tuo cuore



ascoltavo la terra farsi grande.
Piuma di tenerezza dove sei?
Ora il silenzio chiude le domande
e la voce all’accorrere dei miei

passi risponde nulla a chi mi chiede
di te, di me. Di spalle sulla porta
a fermarla per sempre, e col mio piede
a battere, ripeto nulla, è morta.