Ma occhio ai giocattoli

«Distinguere un giocattolo contraffatto da uno originale non sempre è facile. Ma per rendersi conto basta considerare il fattore prezzo: se è troppo basso, bisogna dubitare della qualità e quindi della provenienza del giocattolo. Spesso, inoltre, i giocattoli contraffatti sono privi della confezione rigida di cartone e sono, invece, inseriti in buste di cellophane». A farlo notare è l’avvocato Sergio Scicchitano, delegato del sindaco di Roma alla Tutela dei Consumatori che anche quest’anno elargisce consigli per evitare l’acquisto di giocattoli realizzati con materiali scadenti, facilmente deteriorabili e in molti casi anche tossici, chiaramente falsi e non conformi alla normativa europea. Secondo l’ufficio per la tutela dei consumatori del Comune di Roma, a rischio sono soprattutto i giocattoli provenienti da Cina, Corea, Thailandia, Malesia e Filippine. Il business dei giocattoli contraffatti è un business in costante crescita che nel 2005 ha raggiunto il 12 per cento dell’intero settore con un giro d’affari annuo stimato in 30 milioni di euro. «Il giocattolo contraffatto - spiega Scicchitano - non è che la riproduzione dei giochi maggiormente diffusi presso il mercato ufficiale, realizzata copiando il design del gioco originale e utilizzando un marchio simile a quello vero. Si tratta prevalentemente di bambole e pelouche reperibili presso i venditori ambulanti o nelle bancarelle dei mercati rionali che sono importati prevalentemente dai Paesi asiatici e che vengono introdotti in Italia attraverso società di comodo orientali».
Nel 2005 la produzione dei giocattoli contraffatti è raddoppiata rispetto all’anno precedente, con circa 50 milioni di pezzi immessi sul mercato italiano. «La falsificazione avviene di norma con la contraffazione della certificazione Ue e con l’avvicinarsi della Befana aumentano i rischi di incappare in merce contraffatta».
Nel mirino dell’Ufficio per la Tutela dei Consumatori ci sono i giocattoli contraffatti in cloruro di polivinile (Pvc) che i bambini potrebbero essere invogliati a mettere in bocca e succhiare. In questi oggetti si nasconde l’insidia ftalati, ammorbidenti tossici e instabili che migrano nella saliva dei bambini quando questi succhiano i giocattoli fatti con questa sostanza che rende morbido e flessibile il Pvc. La presenza di questo materiale nei giocattoli è sotto accusa fin dagli anni Ottanta, quando una ricerca condotta negli Stati Uniti portò alla luce che la presenza nei succhiotti di uno ftalato poteva aver provocato dai 20 ai 100 decessi l’anno.
Per quanto riguarda l’Europa, nel 1997 è stata decisa la riduzione della presenza di questi additivi ed è stata limitata la commercializzazione dei giocattoli che contengono queste sostanze. Ma molti giocattoli contraffatti continuano ad essere realizzati con alcune di queste sostanze.