Occhio al link, non sempre è legale

Da sempre si è ritenuto logico e legittimo poter inserire nel proprio sito link ad altri siti senza chiedere il permesso. Non esiste una legge che vieti di farlo; anzi, da un uso commerciale costante e generalmente accettato nel tempo si è andata affermando la teoria statunitense della cosiddetta licenza implicita, per cui in assenza di un apposito avviso o di tecniche di ostacolo al linking si presuppone che chiunque sia titolare di un sito web concederebbe una licenza implicita ad effettuare link al proprio sito da parte di altri webmaster.

Questa teoria ha dei limiti, nel senso che non esclude il rispetto dei diritti in materia di copyright, di proprietà industriale e di concorrenza. Si può essere ritenuti responsabili per violazione della legge marchi inserendo, ad esempio, come link dei marchi o dei loghi altrui senza il consenso del titolare del marchio. O per violazione del diritto d’autore inserendo come link del materiale (foto, documentari, immagini) protetto dal diritto d’autore senza il consenso del titolare del diritto. Ma non solo. Si può essere ritenuti colpevoli di concorso nel reato di immissione in Rete di un’opera protetta dal diritto d’autore non per averla diffusa direttamente sul web, ma semplicemente per averla linkata.

Lo aveva detto l’anno scorso la Cassazione Penale, partendo dal discutibile presupposto che le trasmissioni televisive di partite di calcio godrebbero della protezione del diritto d’autore, la Corte ha stabilito che venisse riformulato il processo a carico di due proprietari di siti web ritenuti responsabili per inserito un link che consentiva il collegamento a server cinesi, che localmente avevano la facoltà di trasmettere quelle partite di cui Sky aveva i diritti di esclusiva.
Il motivo? I proprietari dei siti incriminati avrebbero contribuito alla diffusione illecita in Rete delle partite in quanto, presumibilmente, avrebbero inoltrato agli utenti le informazioni sul link e sulle modalità di visione gratuita delle stesse prima ancora che le partite fossero state immesse in Internet.