OCCORRE RIMANERE IN PIEDI FRA LE ROVINE

(...) (molte volte condivise, altre no) nella stantia ed ammuffita brodaglia chiamata calcio moderno. Personalmente preferisco – e mi permetto consigliarti - una scelta evoliana: rimanere in piedi in un mondo di rovine…
Certo è che forse – finalmente! – tutto lo schifo del calcio moderno è in dirittura d’arrivo.
Dopo gli scandali chiamati ripescaggi, caro biglietti, plusvalenze, fideiussioni, doping amministrativo e sanitario, repressione, mega stipendi, passaporti, spalma-debiti, anticipi, posticipi, serie B al sabato pomeriggio, miliardari diritti tv, è esploso quello delle intercettazioni telefoniche che hanno confermato ciò che nell’immaginario di ogni tifoso era più di un sospetto. E cioè che il palazzo e il mondo del calcio attuale sono per buona parte marci, frequentati da personaggi equivoci, inquietanti e disonesti, probabilmente con arbitri a tripla busta paga (quella del lavoro primario, quella legata ai rimborsi spese dell’Associazione arbitri e quella dei maneggi…). Con un sodalizio di procuratori, allenatori, giocatori che avrebbe trovato degna collocazione nel capolavoro dello scrittore statunitense Mario Puzo Il Padrino
Insomma, un sistema condizionato da interessi economici e decisioni di parte prese sulla testa e a prescindere dalle esigenze dei tifosi (quelli che allo stadio pagano il biglietto, quelli che fanno chilometri in giro per l’Italia per vedere giocare la propria squadra del cuore, quelli che passano giornate intere a preparare coreografie da proporre ogni domenica allo stadio – penso alle ragazze ed ai ragazzi sampdoriani degli Ultras Tito, dei Fedelissimi, degli Hell’s Angels, della Riviera, degli Hawks e di molti altri gruppi ancora), tifosi onesti e puliti che sono i primi a pagare le storture di questo calcio moderno sempre più verso il declino.
Tifosi che, responsabilmente e in rappresentanza di tantissime curve d’Italia, sottoscrissero tempo fa un manifesto Ultras in cui si punta l’indice proprio su un sistema calcio che sostiene l’impunità per i propri errori, minimizzando fallimenti economici, casi di doping e di passaporti falsi, e promuovendo invece manovre ambigue e legalmente dubbie per tappare i buchi di tutte quelle società che altrimenti sarebbero sull’orlo del fallimento. Lo stesso sistema calcio che si vuole d’altro canto liberare del tifo organizzato a prescindere dal fatto che produca o meno violenza, probabilmente perché gli stessi Ultras incarnano lo spirito antico del gioco, ostacolandone quindi una trasformazione in puro spettacolo di intrattenimento votato al guadagno economico ed al mercato dei diritti televisivi.
Calendari massacrati a seconda dei voleri delle pay-tv, partite a qualsiasi ora con preavvisi minimi (si arrivò persino a far giocare una partita di serie A la domenica di Pasqua, tempo fa…), costanti impedimenti alla libertà di movimento dei tifosi tramite leggi tese a scoraggiare le trasferte, diffide immotivate comminate senza alcuna reale possibilità di difesa… E si potrebbe proseguire a lungo.
Oggi si aggiunge lo squallore (per la forma) e la gravità (per la sostanza) dei contenuti delle intercettazioni telefoniche. Ma fino a quando pensano di andare avanti? E allora, caro Lussana, perché ritirarsi sull’Aventino? Non è meglio rimanere in piedi in questo mondo di rovine?
Con cordialità e stima.
Roberto Martinelli