Occorrono misure per far decollare l’imprenditoria giovanile

di Paolo Odone*

La struttura demografica della popolazione ligure è fortemente condizionata dalla percentuale degli over 65, decisamente superiore alla media nazionale, anche se l'immigrazione straniera comincia a contribuire nel rendere meno alto l'indice di vecchiaia. È vero che in Liguria i cicli economici si avvertono in ritardo rispetto all'andamento generale, sia nelle fasi acute sia in quelle di ripartenza. La struttura anziana della popolazione è un punto di forza perché comporta una maggiore disponibilità finanziaria e dei patrimoni familiari, ma al tempo stesso è anche una debolezza.
A questo si aggiunge il fatto che la struttura produttiva locale è spesso legata alle commesse di lungo termine più che all'andamento del ciclo economico. Il limite è che non sempre i patrimoni sono disponibili a investimenti e, comunque, ad attività di rischio economico. Lo stesso discorso, al di là dell'attuale crisi economica, vale per i consumi, che vengono trainati maggiormente dalle componenti giovanili. E i giovani, pur pesando in Liguria in misura decisamente minore che altrove, vivono come nel resto del Paese il problema della disoccupazione. La svolta, a mio parere, potrebbe giungere da un sistema pubblico che punti maggiormente su politiche per sostenere i giovani, mettendo in cantiere misure economiche per favorire la crescita dell'imprenditoria giovanile, cercando di esaltarne professionalità e competenze, a partire dalla formazione e dalla creazione d'impresa, settori che vedono le Camere di commercio in prima fila. Questo tema è fondamentale per il rilancio dell'economia e dei consumi. La situazione è critica. L'aumento di un punto dell'Iva non aiuterà certamente la ripresa, come pure il costo dei servizi pubblici locali, che sono cresciuti nel corso degli ultimi dieci anni a tassi decisamente superiori a quelli dell'inflazione. Lo stesso vale per l'erosione imposta dalla crisi finanziaria ai risparmi, da sempre vanto della nostra regione. Per stimolare la propensione al consumo occorrerebbero nuove scelte di politica sociale.
*Presidente di Unioncamere Liguria