A Occorsio un largo davanti al tribunale

Trent’anni fa, il 10 luglio 1976, fu uno dei primi magistrati a cadere sotto il fuoco dei terroristi: quella mattina Vittorio Occorsio fu ucciso a raffiche di mitra mentre si recava in auto al suo ufficio alla Procura di Roma. Per il suo assassinio, rivendicato dal movimento Ordine Nuovo, sono stati condannati i neofascisti Pierluigi Concutelli e Gianfranco Ferro. Ora, «per non dimenticare», la Commissione Cultura del Comune di Roma ha deciso di intitolare alla memoria di Occorsio una via della città, accogliendo la richiesta del presidente della Corte Suprema di Cassazione, Michele Lugaro.
La zona potrebbe essere proprio lo slargo antistante il Palazzo di Giustizia, attualmente denominato «Piazza dei Tribunali», quel tribunale dove il sostituto procuratore Vittorio Occorsio si recava abitualmente. Il magistrato, nato a Roma il 9 aprile 1929, già pretore di Terni, in quegli anni alla Procura di Roma si occupava di processi legati al terrorismo, che allora cominciava a dare i primi segni.
«Un uomo importante per la storia d’Italia e della magistratura - spiega Pino Galeota, presidente della Commissione Cultura - che come giudice e cittadino ha contributo con indiscutibile impegno civile alla lotta al terrorismo. Un uomo stroncato a soli 47 anni. Un magistrato di grande valore».