Dopo gli occupanti abusivi ci provano anche i rom: "Uno stop agli sgomberi"

I nomadi in presidio chiedono la moratoria per l’inverno. De Corato: «Il piano prevede quattro campi chiusi entro l’anno»

Qualche settimana fa gli abusivi delle case popolari hanno protestato davanti a Palazzo Marino ottenendo dall’assessore alla Casa uno stop agli sgomberi. Ieri (senza magafono) ci hanno provato i nomadi. Sui manifesti gli indirizzi dei campi: via Impastato, Triboniano, Bonfadini, o solo «comunità irregolare rumena». La portavoce della Consulta rom Diana Pavlovic che si era candidata alle comunali con la Sinistra x Pisapia, riferisce che sono circa mille i rom e sinti che vivono tra tende e baraccopoli. La richiesta è chiara: «Vogliamo una moratoria», stop agli sgomberi «almeno durante l’inverno». Il 4 luglio si alzò un polverone di polemiche, anche dal centrosinistra, perchè alla consulta, che aveva incontrato prima anche il sindaco, venne concessa una sala comunale. Ma quasi 4 mesi dopo si dicono «delusi» perchè Pisapia «non ha mantenuto le promesse». Vogliono sapere che fine faranno «i 13 milioni del piano Maroni, sono soldi destinati all’inclusione e quindi nostri», pretendono l’apertura di un tavolo, anche «per scongiurare che le famiglie del Triboniano alloggiate nelle case Aler tornino per strada, avevano il sostegno affitto per sei mesi ma faticano a trovare un lavoro regolare». Come tante famiglie milanesi in lista d’attesa. I rom risentono anche della crisi e chiedono che le cooperative possano «lavorare per Expo». Il presidente dell’aula Basilio Rizzo li ha ascoltati in una saletta del Comune e spedirà la lettera-appello ai gruppi consiliari: «É giusto il richiamo umanitario, nel rispetto delle leggi».
Ma i partiti del centrodestra rispediscono già secca al mittente la lettera. Peraltro «è inutile chiedere una moratoria che nei fatti Pisapia ha già concesso non attuando le linee indicate dal piano, e i milanesi se ne sono accorti visto che lavavetri e accattoni sono aumentati in maniera esponenziale» afferma il leghista Alessandro Morelli. Duro anche il Pdl Riccardo De Corato: «Avanti con gli sgomberi. Eil piano Maroni prevedeva la chiusura di 4 campi regolari (via Negrotto, Idro, Bonfadini e Novara) entro fine anno e l’azzeramento di quelli abusivi, difficile prevedere che in due mesi o poco più riescano a mantenere i patti». L’assessore alla Sicurezza Marco Granelli assicura «dialogo» ma «vogliamo evitare nuovi insediamenti abusivi e allontaniamo i rom con interventi annunciati in anticipo, con fermezza e senza l’uso della forza e senza “mettere in strada le persone“». La linea del Comune va verso «il superamento del campo, anche offrendo soluzioni abitative. É «una priorità la chiusura del campo di via Novara» ma anche «creare uno o due campi di transito per chi praticano effettivamente il nomadismo». Venti famiglie «hanno già lasciato i campi di via Idro e Novara per soluzioni abitative diverse, una decine di queste hanno preso una cascina a Pavia coi fondi del piano Maroni».