OCCUPAZIONE TOTALE

Quando si dice che non ci sono parole vuol sempre dire che le parole ci sono. In questo caso le parole sono: disonesta prepotenza, sfacciataggine spudorata, violazione delle regole: il governo Prodi, nella allegra persona del professor Padoa-Schioppa, ha sostituito un Consigliere d’Amministrazione della Rai, il professor Angelo Maria Petroni di centrodestra, mettendoci Fabiano Fabiani di centrosinistra. Conosco Fabiani e ne ho stima come persona, ma il fatto non investe i nomi ma le regole. Non so se i lettori hanno presente in che cosa consiste il gioco della Rai: alla minoranza parlamentare va la minoranza del consiglio d’amministrazione e il Presidente della Rai. Alla maggioranza va la maggioranza che basta per comandare, ma non per esercitare la dittatura. Noi vogliamo aggiungere l’anomalia perenne di RaiTre e del Tg3 che seguitano ad appartenere, a 15 anni dalla fine della guerra fredda, ai successori del Pci il quale li ebbe come diritti feudali consociativi per il fatto che, poveretto, non poteva entrare nei governi democristiani. Un terzo del servizio pubblico pagato da tutti è tuttora proprietà privata e indebita, ma nessuno fiata. In compenso da ieri la Rai è sotto occupazione.
La Commissione Vigilanza Rai, che teoricamente dovrebbe esercitare il potere dell’editore parlamentare, è stata presa a schiaffi da Padoa-Schioppa che si è rifiutato di presentarsi al secondo piano del Palazzo di San Macuto per spiegare i motivi per i quali aveva licenziato l’ottimo professor Petroni, e per garantire che avrebbe nominato un altro consigliere scegliendolo dalla stessa area dell’opposizione. Il furbone del quartierone ha prima svillaneggiato il Parlamento e poi si è incamerato il posto di un consigliere di centrodestra: addio a pesi e contrappesi.
Vorrei dire finora a Silvio Berlusconi che guai se al prossimo giro non prenderà a calci nel sedere questi qui facendogli toccare con mano che cosa succede quando si crea un precedente violando le regole. A sinistra molti sono preoccupati: il socialista Boselli ammette che è stata fatta una carognata e prevede dolori per la sacrosanta reazione del centrodestra. Il nostro uomo a Palazzo Chigi Romano Prodi intanto fa finta che sia stata premiata la «professionalità». Che giocatori di tre carte da bar di periferia: si tengono il presidente diessino che gli abbiamo votato noi (io ero lì) e scippano un consigliere dell’opposizione, ma lo fanno per pura bontà. Ormai l’occupazione da parte di questo governo pallido malato rabbioso e perverso è completa: dopo i servizi segreti, polizia e guardia di finanza, anche il servizio pubblico televisivo è presidiato dai carri armati come nei veri colpi di Stato. Sono stati bravissimi: preventivamente hanno rincoglionito gli italiani con l’antipolitica, la casta e Beppe Grillo che osanna Bin Laden e dice che le parole di Ahmadinejad sono opera degli ebrei del Mossad, mentre insulta Marco Biagi. La Rai da ieri trasmette soltanto le loro marce militari chiamate palinsesti.