Occupazioni, una task force contro i "fortini" del degrado

De Corato arruola un nucleo speciale per combattere i focolai di illegalità e i quartier generali di spaccio e abusivismo
La Moratti ha delegato al vicesindaco i «super poteri» previsti dal decreto Maroni. Già otto indirizzi nella sua lista nera

D’ora in poi le cose cambieranno per i proprietari di stabili lasciati in condizioni di abbandono e degrado. Saranno cioè obbligati a mettere in sicurezza gli edifici spesso oggetto di reiterate occupazioni abusive e di degrado. In seguito la rimpasto in giunta, infatti, il sindaco ha affidato le deleghe ai rapporti con prefettura, magistratura, forze dell’ordine e polizia locale al vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato, che da parte sua ha fatto un passo indietro sull’avanzamento della candidatura alla presidenza della Provincia di Milano. Passano dunque a De Corato quei poteri speciali che il sindaco aveva chiesto per far fronte a situazioni di illegalità e degrado conferitigli dal decreto Maroni dell’8 agosto 2008. «È arrivato il momento - spiega De Corato - di dare attuazione a questi poteri e riqualificare le zone degradate di Milano, pubbliche e private. Con ordinanze specifiche ingiungeremo ai proprietari di mettere in sicurezza gli edifici, dopodiché potremo riqualificare il quartiere». Ecco allora che il vicesindaco pensa all’istituzione di una task force che permetterà di mettere fine in poco tempo a situazioni di degrado conclamato e che durano da anni. Otto gli indirizzi finiti nella «black list» del vicesindaco, a partire proprio da via Santa Maria del Suffragio al 3, che è stato oggetto di un blitz dei carabinieri la settimana scorsa. «L’edificio, infatti oltre a essere fatiscente - spiega De Corato - non rispetta criteri di sicurezza come testimoniano i 4 incendi avvenuti in passato. Sulla base delle relazioni che abbiano fornito il comune potrebbe dunque imporre la messa in sicurezza tramite un’ordinanza urgente. Il problema, in questo caso, è che il proprietario dell’immobile non si fa trovare». Stessa situazione, abbandono, occupazioni abusive e degrado conseguente per il quartiere in via De Lemene 51 e 55, in via Cavezzali 11, viale Bligny 42, soprannominato da anni «il fortino della droga», via Gulli 3, via Clitumno 11 e via Padova all’angolo con via Rizzoli. «Ho chiesto al sindaco di poter formare una struttura dedicata, snella e semplice per potere accelerare le pratiche burocratiche e intervenire prontamente. Una sorta di nucleo di pronto intervento composto da agenti della polizia, dei vigili, e da rappresentanti del settore Demanio (assessorato alla casa), dell’edilizia e dei lavori pubblici a seconda dei casi». Sulla base delle relazioni di Asl, Aem, Amsa sulle condizioni di sicurezza e igienico sanitarie degli edifici, il nucleo di intervento rapido imporrà ai privati la messa in sicurezza degli stabili o provvederà a farlo nel caso di edifici pubblici, come il Marchiondi, che a breve sarà sgomberato e recintato per permettere l’apertura del cantiere, guidato dal politecnico, che lo trasformerà in un residence per studenti. Dopodiché programmerà gli interventi necessari per la riqualificazione del quartiere grazie alle diverse competenze messe in campo dai vari settori del Comune.