Ocse: "Italia, ripresa incerta. Sforzi per risanare" Tasse, scudo fiscale sia una misura eccezionale"

Ques'anno il pil italiano cala del 4,8%
per tornare a crescere dell’1,1% il prossimo e
dell’1,5% nel 2011. Ma l'Ocse avverte: "Debito in crescita, l'Italia si sforzi di risanare". Preoccupa gli analisti internazionali anche la disoccupazione, vista in aumento

Roma - Il pil italiano calerà del 4,8% quest’anno per poi tornare a crescere dell’1,1% il prossimo e dell’1,5% nel 2011. Stando alle stime contenute nell’Economic Outlook dell'Ocse, emerge che in Italia l’attività ha ripreso nel terzo trimestre, con il miglioramento delle condizioni finanziarie che ha "aiutato a ricostituire la fiducia e spingere la domanda interna". Ma, secondo l’Organizzazione, "sia il timing sia la forza della ripresa sono incerte". In Italia si è poi registrato "un miglioramento dell’adesione agli obblighi tributari e minor ricorso alle misure una tantum negli ultimi anni e gli sforzi contro l’evasione continuano". Tuttavia, secondo l’Ocse, l’introduzione dello scudo fiscale "dovrebbe esser visto dai contribuenti come una misura eccezionale" perché "altrimenti i contribuenti potrebbero concludete che ulteriori amnistie fiscali sono probabili".

Ocse più ottimista Nel suo outlook semestrale, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico si mostra più ottimista sull’Italia, indicando per il 2010 una crescita di 1,1%, quasi il triplo dello 0,4% previsto a giugno. Se questa previsione si realizzerà, l’economia italiana risulterà l’anno prossimo più vivace di quella della zona euro, per cui l’Ocse vede un progresso di 0,9%. Nel 2011 il pil italiano dovrebbe crescere di 1,5%, a fronte di un’espansione di 1,7% della zona euro, dice ancora l’organizzazione internazionale. "La fiducia dei consumatori continua a migliorare, ma il ciclo delle scorte e quello degli investimenti saranno probabilmente i fattori guida della ripresa", sintetizza l’Ocse. "Mentre la crescita 2011 potrebbe aumentare ulteriormente se l’influenza di condizioni finanziarie migliori risulterà sottostimata, la mediocre performance realizzata dall’economia italiana prima della crisi suggerisce cautela nel attendersi una ripresa veloce e precoce o una significativa accelerazione più avanti", sottolinea cautamente Parigi.

Ancora male il fronte debito L’ottimismo riemerge, però, parlando del mercato del lavoro. "La disoccupazione è salita meno di quanto si potesse prevedere vista la gravità della recessione" dice l’Ocse, che migliora la previsione sul tasso di disoccupazione italiano per il 2010 a 8,5% da 10,2% indicato nell’outlook di giugno e rispetto a 10,6% atteso per la zona euro. Per il 2011 la nuova stima è di 8,7% per l’Italia a fronte di 10,8% dei sedici dell’euro. Quello che però non cambia, nel rapporto Ocse sull’Italia, è la visione relativa alla situazione di finanza pubblica. "Dato l’alto debito pubblico, l’Italia non ha introdotto misure di stimolo di ampia scala. Tuttavia, visto il gettito debole a causa del ciclo, il deficit supera il 5% del Pil e il debito salirà a 120% del Pil entro il 2011. Di conseguenza saranno necessari sforzi significativi sul bilancio dal 2011 in avanti, mano a mano che la crescita aumenterà". Il deficit è proiettato a 5,5% del pil quest’anno, 5,4% il prossimo a 5,1% nel 2011 a fronte di un disavanzo della zona euro di 6,7% nel 2010 e 6,2% nel 2011.

Disoccupazione in crescita La disoccupazione nei paesi dell’area Ocse "continuerà a salire fino al 2010 e scenderà in modo solo modesto nel 2011 dal picco di oltre il 9%". In particolare, secondo l’organizzazione internazionale, dal 2007 a tutto il 2010 ci sarà una perdita complessiva di 21 milioni di posti di lavoro. Quanto alla disoccupazione, l’Ocse stima che nell’area salirà all’8,2% nel 2009, per poi aumentare ancora fino al 9% nel 2010 e ridiscendere all’8,8% nel 2001.