Ocse: "Italia in ripresa, ora servono riforme" Soddisfatto Tremonti: "Esame superato"

Nel 2011 il pil cresce: +1,2%, ma "non tornerà ai livelli pre-crisi prima del 2013-2014". L'economia italiana continua a recuperare dopo la recessione. Il segretario generale Ocse: "Il programma di riforme è in linea con molte nostre
raccomandazioni". 

Il pil cresce e l'economia è in lenta ripresa. E' quanto emerge da un rapporto Ocse che evidenzia come l'Italia "non tornerà ai livelli pre-crisi prima del 2013-2014", anche se "l'economia italiana continua a recuperare dopo la gravissima recessione". Nel 2011 l'organizzazione con sede a Parigi prevede una crescita dell'1,2%, contro le precedenti stime che indicavano un aumento dell'1,3%, e per il 2012 l'incremento del Pil previsto è dell'1,6%.

Il commento dell'Ocse Un buon risultato quello italiano anche secondo il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, che commenta: "L’economia in Italia si sta riprendendo e la politica di rilancio che cammina un sentiero impegnativo le consentirà tuttavia di migliorare la propria sostenibilità e il programma di riforme è in linea con molte nostre raccomandazioni". Tuttavia, "si può fare di più", ha sottolineato Gurria, si possono fare "più politiche macroeconomiche strutturali, necessarie per una crescita sostenuta. Le riforme strutturali giocano un ruolo fondamentale per la crescita. Le riforme sono necessarie per una crescita economica più sostenuta e per il risanamento delle finanze pubbliche".

Soddisfatto Tremonti "Mi pare che l’esame lo abbiamo passato", ha affermato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. "Dobbiamo continuare nel futuro questo rapporto con l’Ocse, ha proseguito, di cui apprezziamo l’indipendenza, l’oggettività delle osservazioni e la capacità di analisi". Secondo Tremonti, quella dell’Ocse è "una attività di fondamentale utilità per il Paese".

I dati A marzo il superindice dell’area Ocse è cresciuto dello 0,2% rispetto al mese precedente, confermando la fase di espansione dell’economia (+1,5% su base annua). Ll’organizzazione di Parigi specifica inoltre che nell’eurozona si è registrata una contrazione dello 0,1% con un ritmo stabile di espansione e che per l’Italia si è avuto un calo dello 0,5% (-2,4% su anno) con una prospettiva di attività economica in rallentamento. Il rapporto evidenzia che per la Germania e gli Stati Uniti si conferma la fase di "espansione" (rispettivamente +0,2% e +0,3%), mentre il Regno Unito è stabile e la Francia segna un -0,2% con una previsione di un ritmo di espansione fra stabile e lento. Per quanto riguarda le economie emergenti, l’Ocse vede un ritorno verso dinamiche di crescita della Cina (+0,2%), un rallentamento per l’India (-0,3%) e il Brasile (-0,5%). Confermati i segnali di espansione per la Russia (+0,1%).